Bianconi è l’emblema del cambiamento di rotta del Ravenna: “Ho chiuso l’azione dopo averla impostata”

Andrea Mandorlini non ha la bacchetta magica e di conseguenza non è Mago Merlino, perché in due giorni e con un solo allenamento alle spalle non poteva certo pretendere di effettuare grandi manovre per ridare l’identità smarrita al Ravenna visto a Terni. Certamente ha però ridato fiducia al gruppo, chiesto e ottenuto solidità e sistemato alcune situazioni tattiche senza effettuare sconvolgimenti soprattutto in merito a qualche dubbio che aveva accompagnato l’ultima gestione di Marchionni, confermando la difesa a tre e lasciando in panchina Viola, che sarebbe magari subentrato se la partita avesse preso un’altra direzione. In sostanza, Mandorlini ci ha messo del suo eccome, però il dubbio sulla trasformazione del Ravenna in soli tre giorni, passando dalla peggiore uscita stagionale ad una delle migliori (pur lasciando palla alla Juve Next Gen per il 70 per cento della partita e a parte il primo quarto d’ora), a molti sarà rimasto.

Ottima prova

Alessandro Bianconi, ad esempio, è l’emblema di questo cambio repentino di rotta. A Terni, una sua palla persa comunque a 60 metri dalla porta aveva innescato la prodezza di Dubickas, contro la Juventus Next Gen oltre a neutralizzare con pochi problemi l’attacco ospite, fisicamente molto strutturato, ha pure segnato il gol del 2-0 dopo aver fatto partire l’azione come un dotato regista arretrato: «Infatti - ricorda il difensore di Bentivoglio - ho impostato l’azione uscendo dalla difesa ed aprendo il gioco sulla destra poco dopo la metà campo, poi una volta lì ho seguito quanto accadeva avanzando progressivamente e alla fine, raccogliendo la palla respinta dalla traversa sul colpo di testa di Fischnaller, ho pure segnato, una cosa che non mi succede spesso. Credo che tutta la squadra sia stata protagonista di un’ottima prova, abbiamo sempre difeso molto bene in area, anche quando ci siamo trovati prima con uno e poi con due uomini in meno. Personalmente sono contento, sento la fiducia del gruppo e comunque non ho mai mollato anche quando non giocavo».

L’unico momento difficile della domenica giallorossa è stato il primo quarto d’ora della gara: «Vero, il primo quarto d’ora secondo me è stato figlio del momento che attraversavamo, venivamo da una brutta sconfitta e da un cambio di allenatore. Poi abbiamo trovato le misure e le distanza giuste, proprio nel modo in cui avevamo preparato la gara. Siamo stati finalmente concreti oltre che pericolosi, anche in inferiorità numerica».

Ripresa con tre squalificati

Oggi pomeriggio gli allenamenti riprenderanno a Glorie, da domani invece si sposteranno a Pisignano alla luce delle condizioni difficili dell’abituale campo di allenamento. In vista della Sambenedettese dovrebbe tornare in gruppo Donati, mentre verranno squalificati Bani, Anacoura e Okaka, quest’ultimo per somma di ammonizioni, mentre saranno valutati Di Marco, Falbo e Motti.

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