L’Imolese rischia di non finire la D: “Soldi fino a marzo”

«L’esercizio provvisorio non è una cosa scontata ed è una grande fatica quotidiana. Non ci sono state in questi mesi manifestazioni di interesse, per cui sembra che la società sportiva non attiri l’interesse della comunità: a parte qualche chiacchiera, nessuno si è manifestato concretamente. L’esercizio provvisorio arriverà fino al 30 giugno ma se entro il mese di marzo non ci saranno trattative concrete non è escluso che si possa ritirare la squadra dalla D prima della fine del campionato salvo che Savini non si assuma l’impegno di sostenere la società fino al termine della stagione. Il problema è che con le finanze che abbiamo noi possiamo ragionevolmente arrivare a pagare gli stipendi fino a marzo».

Le parole con le quali il curatore Alessandro Servadei apre la conferenza stampa per presentare la situazione dell’Imolese suonano molto chiare: c’è il rischio che ad aprile l’Imolese non sia più in campo in D, nel caso in cui Ulisse Savini (attuale detentore del 100% dell’Imolese attraverso la società lituana Uab Futbolo Investicija) non decida di mettere di tasca propria le risorse economiche (ovvero 100mila euro circa, per stipendi di due mesi della prima squadra e dei tecnici del settore giovanile) per portare a termine la stagione. Imolese che si chiama fuori, Imolese che gioca con i giocatori che rinunciano agli ultimi due mesi di stipendio (assumendosi il rischio che poi quei soldi non siano mai riconosciuti loro), Imolese che arriva in fondo con Savini che paga: ecco i tre scenari possibili nel caso in cui nel prossimo mese non arrivino manifestazioni di interesse concrete per acquisire la società (oppure eventualmente anche il solo settore giovanile): «Il tribunale non può fare debiti - prosegue Servadei - e li può fare solo se qualcuno arriva a comprare o comunque manifesta concretamente interesse che poi passerà attraverso l’asta. Il dato di fatto è che tutti i fornitori correnti e gli stipendi sono stati pagati negli ultimi quattro mesi: nel prossimo mese si capirà se qualcuno è interessato ad acquisire questa azienda, è chiaro che poi quello che accade alla prima squadra si riflette sul settore giovanile. I tempi dell’asta non coincidono con quelli degli stipendi, per cui se ci saranno sviluppi concreti posso anche assumermi la responsabilità di fare debiti che però poi sarebbero coperti dal soggetto sicuro che verrebbe a comprare l’Imolese attraverso l’asta. Chi compra oggi l’Imolese compra una società pulita, il debito pregresso non fa capo alla nuova gestione che in caso la squadra resti in serie D dovrà coprire il debito sportivo con la Figc di circa 170 mila euro. In caso di retrocessione in Eccellenza, i debiti non andrebbero invece coperti dalla nuova proprietà».

In una giornata in cui è emersa la notizia dell’indagine della Guardia di Finanza in merito a una presunta frode fiscale commessa da una precedente gestione societaria, non resta che attendere se il mese di marzo porterà novità, altrimenti la palla passerà a Savini che dovrà decidere cosa fare: «Mi sono ritrovato ad essere proprietario dell’Imolese. C’è la mia volontà di arrivare fino alla fine, devo verificare che questo si possa fare ma spero di non dover essere io a garantire questo, ma che arrivi qualcuno».

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