“L’Imolese comunica che, con effetto immediato, Ulisse Savini è sollevato dall’incarico di direttore sportivo”. Il comunicato scritto di proprio pugno dal presidente Giovanni Tarantino nella mattinata di ieri mette la parola fine al “giro dell’oca” compiuto da Ulisse Savini che, dopo aver cominciato a gennaio 2023 con la gestione Deni come direttore sportivo del settore giovanile, era passato ad essere detentore della maggioranza (poi ceduta dopo un mese a Vocaturo) per poi diventare detentore plenipotenziario del 100 per cento da ottobre 2025 nonché tornare “solo” direttore sportivo con l’avvento di Tarantino.
Sono stati 3 anni abbondanti nei quali la normalità è spesso andata in soffitta nel segno di un “bisogna andare avanti in qualche modo”. Fino a ottobre 2025 con l’Imolese messa in liquidazione giudiziale e con Savini a capo di tutto. «Mi sono ritrovato ad essere proprietario dell’Imolese» dichiarerà Savini a margine della conferenza stampa di marzo 2026 per presentare la necessità di forze fresche per concludere la stagione.
Le forze fresche arriveranno (Tarantino permette di concludere la stagione e di avere un futuro in Eccellenza quest’anno) ma sul campo le cose non funzionano affatto: nel triennio di Serie D che ha preceduto questa stagione in Eccellenza, a parte la parentesi del D’Amore-bis, l’Imolese è stata un pianto sia come conduzione tecnica (Potepan & Protti, scelta incomprensibile la prima e rivedibile la seconda) che come qualità dei protagonisti in campo, un tourbillon di onesti mestieranti strapagati e giocatori che oscillavano fra l’inutile e il discutibile. Allenatori e giocatori tutti scelti da chi stava nella stanza dei bottoni al Bacchilega e che, la scorsa estate, non ha pensato che una proprietà “neofita” nel calcio avesse bisogno di essere aiutata a non sbagliare le prime mosse, ovvero quella di presentarsi con le carte in regola per fare richiesta di ripescaggio. Una domanda mancata («Assolutamente no, solo lungaggini» la risposta di Savini alla domanda del Sabato Sera sulla bocciatura della richiesta di ripescaggio, mai accolta dalla Covisod per problemi spiegati in seguito da Tarantino) che ha fatto andare su tutte le furie gli Irriducibili, quelli con i quali dopo la partita con il Medicina di Coppa c’è stato un vivace scambio di opinioni. Tempo 5 giorni e ieri Tarantino ha deciso che è il momento un po’ di aria fresca dalle parti del Bacchilega.