La salvezza sul campo e la salvezza fuori dal campo. Legate l’una con l’altra. Perché salvare la Serie D agevolerebbe in modo deciso la salvezza dell’Imolese Calcio 1919 intesa come società calcistica.
Imolese, in attesa dell’asta urge salvarsi
Imolese e Protti a rischio
Sul campo, le due sconfitte consecutive rimediate la prima nel derby romagnolo di Coriano con il Tropical e la seconda nel match giocato domenica a Castel San Pietro contro la capolista Desenzano lanciatissima verso la prima promozione della storia in Serie C, hanno complicato l’operazione salvezza sul campo. A due giornate dal termine della stagione regolare, i play-out sembrano ormai scontati. Per evitarli, i rossoblù dovrebbero conquistare 6 punti e sperare che la Correggese perda sempre (sia in casa del già salvo Crema che contro la Pro Sesto) e che il Progresso faccia al massimo un punto (giocherà domenica in casa del già salvo Sant’Angelo e poi ospiterà il Sasso Marconi): dal punto di vista aritmetico le possibilità sono 2 su 81 combinazioni, quindi il 2,47%. Ci sarebbe anche un’altra via: l’Imolese fa 6 punti, chiudendo al sestultimo posto (quindi in zona play-out), e il Tropical conquista al massimo un punto nelle restanti gare contro Piacenza e Pro Palazzolo. In questo caso, con distacco pari (o superiore) a 8 punti, il Tropical retrocederebbe e l’Imolese sarebbe salva senza play-out. Insomma, alla luce di tutto ciò, è più facile che il destino dell’Imolese siano i play-out e la sfida di domenica in casa del Sasso Marconi, che affianca i rossoblù in classifica a quota 30, è determinante. Se non altro per stabilire il fattore campo nell’eventuale sfida di play-out tra le due squadre (al momento la cosa più probabile, con il Sasso Marconi che parte davanti in virtù del successo per 1-3 ottenuto all’andata al Galli). In casa Imolese c’è un po’ di tensione, con il tecnico Stefano Protti messo “sotto processo” da chi detiene attualmente la società, Ulisse Savini, e da chi ha messo i soldi a fine marzo per far arrivare la squadra fino al termine della stagione, Giovanni Tarantino. Da non escludere un esonero in caso di sconfitta domenica a Sasso Marconi.
Verso l’asta del 26 maggio
Se sul campo la situazione è critica, fuori è stata decisa la data in cui dell’asta fallimentare per l’acquisizione dell’Imolese Calcio 1919. Avverrà martedì 26 maggio alle ore 17. Lo ha stabilito l’istituto vendite giudiziarie del Tribunale di Bologna: sarà una gara competitiva sincrona telematica con offerta minima di 100mila euro. Un prezzo che è stato individuato dai periti Mattia Berti e Giovanni Ungania, che erano stati incaricati dalla giudice delegata Antonella Rimondini. La migliore offerta (rilanci minimi da duemila euro, cauzione da versare il 20% dell’offerta) pervenuta si aggiudicherà il “pacchetto” all’asta. Il “complesso aziendale riferibile alla società Imolese Calcio 1919, società calcistica che milita nel campionato di Serie D maschile, nel campionato Eccellenza femminile e nei campionati giovanili maschili e femminili dall’under 8 all’under 19, è composto da: contratti di collaborazione sportiva afferenti ai giocatori della prima squadra sia maschile che femminile che militano nell’imolese e del settore giovanile; due contratti di lavoro subordinato (segretario generale e barista); contratto di concessione della gestione e uso dell’impianto comunale Centro Sportivo Bacchilega di Imola, dove si svolgono le attività aziendali; marchio Imolese Calcio, privo di registrazione, che si presenta generalmente come uno scudo che integra i colori sociali del rosso e del blu e la scritta Imolese Calcio 1919; premi attivi e passivi di formazione e tesseramento ex art. 96 Noif, maturati dopo l’apertura della Liquidazione Giudiziale; beni mobili, arredi, attrezzature bar, uffici, spogliatoi, maglie calcistiche, coppe, beni strumentali all’esercizio dell’attività calcistica; autocarro Renault; contratti accessori all’attività sportiva; dominio internet imolesecalcio1919.it con il relativo sito web in hosting”.
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