Si è visto poco, ma quel poco che ha mostrato è stato di qualità. Colpo last minute del mercato invernale, Jacopo Scaccabarozzi si è presentato al Morgagni col gol che ha sbloccato il fondamentale scontro salvezza contro il Pontedera, firmando da ex un successo chiave nell’economia del campionato biancorosso.
Una fastidiosa infiammazione al tendine d’Achille, tuttavia, l’ha presto tolto di scena: dopo la sfida con i suoi vecchi compagni, ha giocato titolare giusto con la Ternana, è entrato al 46’ col Guidonia e all’83’ con la Torres, poi è sparito dai radar, tornando in campo solo domenica, nell’ultima giornata, contro il Perugia, quando è partito dal 1’ ed è stato fra i migliori. Una prestazione che lascia parecchi rimpianti per quello che poteva essere e non è stato. «A livello personale sono molto dispiaciuto, perché ero partito bene poi, purtroppo, la tendinite mi ha limitato molto - conferma l’esperto centrocampista - la mia gara migliore resta quella col Pontedera, ma anche le altre due della stessa settimana, contro Vis Pesaro e Guidonia, mi avevano soddisfatto: non è scontato arrivare e calarsi subito in quel modo nei meccanismi del mister». Scaccabarozzi avrà, comunque, l’occasione di rifarsi il prossimo campionato, visto che, a gennaio, ha firmato un contratto che lo lega al club di viale Roma per un anno e mezzo. «A luglio, di sicuro, mi ripresenterò qui, poi, chiaramente, in questi mesi possono succedere tante cose e non posso sbilanciarmi. Adesso staccherò un po’ e, soprattutto, cercherò di curarmi per riprendere al meglio la nuova stagione». In carriera, non gli era mai capitato un infortunio simile. «All’inizio, ero convinto di risolverlo nel giro di qualche settimana, invece mi ha condizionato al punto da non riuscire più a giocare. Nell’ultimo mese, ho cercato di stare lo stesso con la squadra e mettermi a disposizione, anche se poi è giusto che il tecnico abbia schierato chi poteva esprimersi al cento per cento».
Con Miramari c’è stata subito sintonia. «Il suo modo di giocare si sposa bene con le mie caratteristiche, visto che cerca mezzali d’inserimento in grado di fare entrambe le fasi, un tipo di gioco che mi si addice. Prima di venire qui non lo conoscevo, tuttavia, quando l’ho affrontato all’andata con il Pontedera, sono rimasto impressionato dal suo Forlì, una squadra con principi solidi, dietro cui si vedeva che c’era tanto lavoro in allenamento».
Alla fine, il bilancio complessivo della sua esperienza forlivese è positivo. «Come risultati ottenuti a livello di squadra, sono contento visto che ci siamo salvati con una giornata d’anticipo in un raggruppamento, il B, tradizionalmente ostico. Essere arrivati davanti a squadre come Perugia, Torres, ma anche Guidonia, che hanno speso più di noi, non è affatto scontato. Forse, dopo il girone d’andata, ci si aspettava qualcosa di più, ma non bisogna dimenticare che questa non è una categoria semplice: anche se parti bene non è facile tenere lo stesso passo per l’intera stagione, specie per le neopromosse. Credo, insomma, che il Forlì abbia disputato un campionato di tutto rispetto».