Petrelli: “Forlì, ora siamo padroni del nostro destino”

Senza pensare al fattore Ternana ma andando oltre. Elia Petrelli scaccia gli incubi di un campionato trasformato in querelle giudiziarie e rimette la palla al centro del campo. «Noi non possiamo basarci su questi aspetti extracalcistici su cui deve pronunciarsi la Lega o la Federazione ma pensare esclusivamente al modo concreto per salvarci. Sappiamo che con due punti o con una vittoria chiudiamo ogni tipo di discorso e a Carpi andremo in campo senza pensare alla Ternana o al distacco dalla Sambenedettese. Come si dice in questi casi, siamo padroni del nostro destino, ed è la condizione migliore perché sappiamo che non dobbiamo dipendere da nessuno, il resto non ci deve proprio interessare».

Intanto dopo 10 interminabili turni di assenza (dal 25 gennaio al 21 marzo) causa l’infortunio al polpaccio, Elia Petrelli è rientrato nei ranghi. In vista dello sprint finale ha ripreso il posto anche dal punto di vista gerarchico con le parole e ragionamenti da leader dello spogliatoio: «Venivo da buone prestazioni, purtroppo l’infortunio mi ha fermato in un momento positivo e ne ha sicuramente risentito anche la squadra che ha reagito a volte bene altre volte meno. Poi mi sono dovuto riabituare anche al campo ed agli allenamenti. Questa settimana, finalmente, ho provato a forzare aumentando i giri del motore ma la formazione è decisa dal tecnico anche se mi sento meglio e sono pronto a dare il massimo. Titolare a Carpi? Sto cercando di lanciare dei segnali in allenamento, l’importante non è chi gioca ma la conquista di un risultato che serve a valorizzare la stagione di tutti quanti».

Il percorso di avvicinamento al Cabassi, dove il Carpi ha conquistato 9 degli 11 punti ottenuti nel girone di ritorno, non è un peso mentale: «Vedo che il gruppo lavora in maniera serena anche se a volte i risultati non ci hanno ricompensato come avremmo meritato secondo la prestazione in campo. Ma il Forlì è ben consapevole dei punti di forza con i quali si è incamminato lungo la strada della permanenza in serie C. Saper di dover andare in campo per vincere non sono né un peso né una zavorra. Piuttosto siamo consci dell’importanza di questa partita per Forlì come squadra, società e città».

Tutti per uno, il celebre motto dei Moschettieri, sembra calato anche sulla realtà del Forlì: «C’è un gruppo compatto che lavora a duemila all’ora con la mente protesa ad evitare i play-out. Aggiungo che molti giocatori sono migliorati in questo campionato a livello di impegno e di intensità nella preparazione».

Tiene la barra dritta ed il mirino puntato sull’obiettivo Elia Petrelli che non ha altri pensieri: «Quale maglia indosserò il prossimo anno è un discorso prematuro, adesso penso solo a mantenere la categoria, una volta definito ogni discorso penserò ad inquadrare il futuro».

Ma a Carpi in una partita fondamentale per i Galletti non è prevista una calata di tifosi. «È un peccato perché avremo bisogno di un sostegno appassionato. Ma andrà come al solito, chi c’è sempre stato non farà mancare il proprio supporto. Speriamo almeno nell’ultima in casa contro il Perugia che, nelle nostre intenzioni dovrebbe trasformarsi in una partita spettacolare, una specie di passerella ma senza nulla il palio».

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