Per come si era messa nel primo tempo, il Forlì poteva benissimo perdere, interrompendo subito la mini striscia positiva iniziata con l’1-1 di Pesaro e proseguita battendo giovedì il Pontedera. Vista la ripresa, il Forlì avrebbe meritato la vittoria per le tante occasioni create dopo l’immediato 2-2.
Il tecnico Alessandro Miramari si prende il punto e rilancia: «La gara ha avuto un andamento altalenante e alla fine avremmo anche potuto portare a casa la vittoria, ma il verdetto del campo è stato questo, e lo accettiamo».
Dopo un ottimo approccio, con il vantaggio di Macrì al 7’, il Forlì ha subìto il ritorno del Guidonia Montecelio, mentre nella ripresa i cambi hanno restituito ai Galletti rinnovata verve e pericolosità. A detta del tecnico, tuttavia, le sostituzioni spiegano solo in parte la metamorfosi della sua squadra: «Per alcuni aspetti hanno sicuramente giovato, tuttavia nel secondo tempo anche chi era già in campo è tornato a giocare con una rinnovata intensità».
La stessa del primo quarto d’ora: «Siamo partiti bene poi siamo diventati troppo scolastici, andando in difficoltà. Per fortuna, nel secondo tempo abbiamo ripreso forte».
Anche perché i laziali avevano perso Zuppel, che si era fatto male in occasione del pareggio, scontrandosi, dopo il colpo di testa vincente, con Cavallini. Lì per lì, ha avuto la peggio il terzino biancorosso, uscito subito per una botta all’occhio, mentre l’attaccante di casa, pur con una vistosa fasciatura, ha concluso il primo tempo, per lasciare il posto nell’intervallo a Spavone, molto meno pericoloso. «La sua uscita ci ha dato una mano: senza di lui abbiamo avuto maggior facilità nel trovare la profondità e ottenere il dominio del gioco».
Oltre a Cavallini, rilevato da Onofri, il Forlì ha dovuto rinunciare anche all’altro terzino Manetti, che al 69’ si accasciato a terra in seguito a un colpo al costato. Dopo qualche minuto di apprensione, fortunatamente il giocatore si è rialzato, uscendo sulle proprie gambe per fare spazio a Mandrelli.