Uno schiaffo a chi cerca di fare le cose per bene. Così il direttore generale del Forlì, Matteo Mariani, giudica la vicenda Ternana, salvata dall’esclusione immediata dal campionato grazie a un’istanza di fallimento in Tribunale protocollata prima che venisse depositata la liquidazione volontaria, salvando così la continuità sportiva ed evitando la revoca dell’affiliazione da parte della Lega: «A noi non interessa puntare il dito contro qualcuno, tuttavia, alla luce di quanto successo, un presidente può chiedersi che senso abbia rispettare le regole se chi, come la Ternana, pur pagando, ad esempio, gli stipendi solo fino a dicembre, non ha ricevuto, di fatto, alcuna sanzione».
Sicuramente, ripercussioni ci saranno ma dalla prossima stagione: «Non ha senso, visto che le violazioni riguardano il quarto bimestre di quella attuale, ovvero il suo fulcro».
Suona poi paradossale parlare di campionato regolare quando le fere hanno il monte ingaggi più elevato del girone e ancora nel mercato di gennaio hanno potuto acquistare ben cinque giocatori. Anzi, una vera beffa nei confronti di chi, come il Forlì, ha fatto i salti mortali per coniugare conti in ordine e salvezza (per altro, ancora da raggiungere): «Anche per un certo timore da neopromossa, siamo stati attenti a rispettare al massimo tutti i paletti, finanziari ed economici, effettuando scelte coraggiose, come puntare sulla valorizzazione minutaggio giovani: si è rivelata azzeccata, ma era un rischio sportivo. In un prossimo futuro, mi auguro, quindi, si trovi il modo di garantire davvero quella sostenibilità economica di cui anche la Lega parla tanto, prevedendo norme che permettano di stare dentro al sistema solo a chi ha realmente la possibilità di farlo».