Trovare il modo di fermare l’Ascoli appare per il Forlì “un rebus avvolto in un mistero, dentro un enigma”, come diceva Winston Churchill della Russia. A guardare i numeri, infatti, nella sfida di oggi al Morgagni (ore 17.30), i Galletti possono al massimo aspirare a limitare i danni, con la squadra di Tomei, prima insieme all’Arezzo, che vanta miglior attacco, miglior difesa (a pari merito proprio con l’Arezzo) e un bottino di 24 punti nelle ultime 8 partite, più del doppio dei 12 racimolati nell’intero ritorno dai biancorossi, il cui ultimo successo risale al 28 febbraio, contro la Torres.
Eppure, il tecnico dei Galletti, Alessandro Miramari, non parte battuto: «L’Ascoli è nettamente più forte di noi, però non c’è tutto questo divario. La differenza sta soprattutto nel fatto che in area avversaria fa gol e nella propria non ne prende, esattamente gli aspetti sotto cui noi dobbiamo migliorare, come si è visto col Bra». Ovviamente, la capolista ha tutt’altra caratura rispetto ai piemontesi. «La considero la squadra che propone il miglior calcio del girone. Per quanto complicato, tuttavia, far punti non è impossibile: dipende da noi, dalla nostra capacità di essere concreti».
All’andata, il Forlì non lo fu e venne punito dai marchigiani, vittoriosi 3-0. «Anche adesso siamo un po’ corti, ma allora la rosa non era davvero all’altezza della categoria. Ciononostante, a dispetto del punteggio finale, non giocammo un gara così disastrosa, poi è ovvio che ad Ascoli appena sbagli, paghi: accade con squadre che fanno poco o niente durante tutto l’incontro, tipo il Bra, figuriamoci contro avversari di enorme qualità». Il Forlì dovrà, quindi, rasentare la perfezione. «Se disputiamo una partita fatta bene dall’inizio alla fine, con grande attenzione, anche per l’Ascoli sarà complicato uscire indenne dal Morgagni».
A spingere la prima della classe ci saranno tanti tifosi. «E’ giusto che vengano a sostenere la propria squadra per aiutarla a coronare il suo sogno. Una bella cornice di pubblico per noi non è un problema, anzi, è uno spot positivo per il calcio. Mi auguro si possa assistere a un bel match». Sicuramente, servirà un altro Forlì rispetto a quello sconfitto 2-1 in rimonta a Sestri Levante. «Non è il primo schiaffo che prendiamo. Malgrado non sia stata una delle nostre prove migliori, i dati dicono che il punteggio non è coerente con quanto visto in campo. Purtroppo, è il nostro marchio di fabbrica: siamo maestri nel fare grandi prestazioni senza raccogliere nulla, tant’è che abbiamo gli indici migliori dal punto di vista statistico, ma ci troviamo ancora in fondo alla classifica».
Al traguardo della salvezza, comunque, se tutto andrà bene, mancano un paio di punti. «Siamo ansiosi di trovare quella serenità che ci saremmo meritati prima, allo stesso tempo, però, la squadra è pronta pure ad affrontare un eventuale play-out, perché dal punto di vista mentale non è logora. Il mio futuro? Adesso, tutte le energie sono rivolte a centrare l’obiettivo stagionale, poi, una volta raggiunto, se ne potrà parlare».