Il Forlì ha dimostrato di essere vivo: “Ma avremmo dovuto vincere”

Il Forlì è vivo. Dopo le due brutte sconfitte subite da Sambenedettese e Gubbio, con i Galletti abulici e incapaci di creare occasioni da gol, la squadra di Miramari, a Pesaro, ha finalmente battuto un colpo. Si è rivisto, infatti, un Forlì vivace, determinato e soprattutto di nuovo pericoloso in area avversaria, tanto da sfiorare più volte il colpaccio. Se è vero che un successo ospite sarebbe stato, forse, una punizione eccessiva per la Vis Pesaro, convincente in particolare nel primo tempo, è altrettanto vero che l’1-1 sta stretto a un Forlì che ha avuto il merito di andare in vantaggio e ha provato a vincere, anche dopo aver sprecato con Manetti il colpo del ko, poi ha incassato il pareggio di Ceccacci. Una gara dai due volti, insomma, per i Galletti usciti alla distanza dopo un primo tempo in cui hanno subito l’iniziativa della Vis Pesaro, in particolare l’intraprendenza di Durmush sulla propria corsia mancina. Dal 60’ in avanti, invece, complice il calo della squadra di Stellone, il match ha cambiato faccia, con i Galletti lesti ad approfittare delle tante palle perse dagli avversari e determinati sino a cercare la rete del sorpasso, negata dalla sfortuna (traversa di Palomba), da qualche errore di mira (tiro di Zagre a fil di palo) e dai salvataggi dei difensori di casa o di Pozzi, in particolare su Scaccabarozzi. «Abbiamo disputato una buona prestazione, nonostante un primo tempo di grande sofferenza, in cui la Vis ha fatto meglio sotto tutti i punti di vista - conferma il tecnico biancorosso Alessandro Miramari - nella ripresa, invece, abbiamo preso in mano la gara e avremmo dovuto e potuto vincere».

La metamorfosi del Forlì si spiega anche con una panchina capace finalmente di offrire alternative all’altezza. «Prima del periodo invernale già eravamo la squadra col più alto minutaggio valorizzazione giovani, dopo siamo arrivati addirittura al punto di schierare sino a 8-9 Under. In questa categoria, però, non te lo puoi permettere. Per fortuna, la società ha colmato le lacune nel mercato di gennaio e ora abbiamo una squadra competitiva».

Il tecnico, non a caso, ha dato subito spazio ai nuovi acquisti, con Palomba e Trombetta migliori in campo. Il difensore è stato il più pericoloso, con una staffilata dai 30 metri salvata da Pozzi e la traversa nel finale, mentre il centravanti dopo una metà di gara trascorsa a sbattersi da solo contro i difensori avversari, è salito in cattedra con sponde e passaggi illuminanti per i compagni. Sono nati, infatti, dai suoi piedi sia l’assist per Macrì sia il passaggio smarcante per Manetti, che a due passi da Pozzi ha mancato il 2-0. Il Forlì, quindi, torna da Pesaro con un punto solo ma molte più certezze: «Vanno bene l’atteggiamento, le cose fatte in campo e la voglia mostrata in un momento così difficile, con la squadra che anche al 90’ ha continuato ad attaccare senza accontentarsi del pareggio».

Giovedì contro il Pontedera (ore 18 al Morgagni, arbitro Manzo di Torre Annunziata), Miramari non avrà Manetti, che è stato squalificato per una giornata per somma di ammonizioni.

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