La vendetta è un piatto che va servito freddo. Oggi, quindi, il Carpi scenderà in campo non solo per sfatare il tabù Morgagni, dove non vince da 36 anni, e allungare così la propria striscia positiva, ma anche per togliersi qualche sassolino dalle scarpe. Nonostante siano passati due anni, infatti, la società non ha dimenticato il triplice ricorso alla giustizia sportiva con cui il club di viale Roma provò a revocarle la vittoria del campionato di serie D nella stagione 2023/2024 per il caso Ceccotti. Tutto finì poi in una bolla di sapone, ma il tentativo ha lasciato gli emiliani col dente avvelenato. Un motivo in più, dunque, per sbarrare la strada a un Forlì che, dopo le sconfitte subìte da Juventus Next Gen, Campobasso, Pianese, Ascoli, e il magro pareggio col Bra, ha, invece, un disperato bisogno di risollevarsi. Ai trascorsi fra le due società, tuttavia, non dà peso il tecnico dei Galletti Alessandro Miramari: «Non so quanti giocatori del Carpi di due anni fa siano ancora in squadra. Nel frattempo, sono cambiate tante cose, in ogni modo, trattandosi di una situazione antecedente al mio arrivo, non vivo la sfida in questa maniera». Miramari preferisce concentrarsi sul calcio giocato. «Visto l’atteggiamento propositivo di Cassani, penso sarà una partita aperta e, spero, anche bella. Lo conosco bene e so cosa aspettarmi: le sue squadre sono molto aggressive e sin dalle prime battute attuano una forte pressione a tutto campo, uomo su uomo. Inoltre, potendo contare su giocatori strutturati e forti fisicamente, sono temibili nelle situazioni da palla inattiva».
Proprio quelle che rappresentano uno dei talloni d’Achille dei Galletti chiamati, oggi, a rasentare la perfezione, perché, malgrado il valore dell’avversario, è troppo importante tornare a muovere la classifica e interrompere l’emorragia di risultati. «In settimana ci siamo allenati bene, anche se il 3-0 di Ascoli, nel punteggio, è stato pesante. Dal punto di vista della prestazione, comunque, abbiamo disputato una buona gara, pur con i soliti difetti che continuiamo a portarci dietro. C’è anche da dire che giocavamo su un campo complicato, contro una grande squadra e non eravamo nelle migliori condizioni».
Contro la terza forza del campionato, infatti, il Forlì si è presentato schierando una linea difensiva formata da cinque Under e finendo col pagare dazio. «Va bene essere giovani, ma ultimamente le quote le abbiamo addirittura raddoppiate. Mercato? Aspetteremo gennaio, quando si aprirà quello dei professionisti». Miramari chiude, insomma, alla possibilità di inserire nel frattempo qualche svincolato, come già fatto con Monaco. «Un giocatore che in questo periodo è libero probabilmente ha dei problemi, specie sotto l’aspetto fisico, e non fa, pertanto, al caso nostro: non possiamo permetterci qualcuno che abbia bisogno di recuperare da un periodo d’inattività, serve gente che aumenti subito i chilometri di volo della squadra». Su Manuzzi, infine, in uscita e conteso da Piacenza (ieri la stampa emiliana dava l’accordo già concluso, con l’arrivo del giocatore a gennaio) e Pistoiese, il tecnico commenta così: «E’ un professionista che si allena bene e cui ho dato spazio in tutte le partite: lo considero a tutti gli effetti un giocatore del Forlì. Poi se il ragazzo o la società decideranno di agire diversamente, è un altro discorso».