Il Forlì è davanti ad un bivio: vietato sbagliare con il Livorno

Forlì, il destino si chiama Livorno e viceversa. Parafrasando il titolo di un celebre romanzo di Guareschi, il match di oggi al Morgagni (12.30) deciderà quali sarà l’orizzonte delle due squadre in quest’ultimo scorcio di campionato. Forlì e Livorno sono, infatti, alle prese con una salvezza da mettere in cassaforte e play-off ancora alla portata: chi vince potrà probabilmente puntare al traguardo più ambizioso, chi perde dovrà rassegnarsi a lottare per evitare i play-out. Gli amaranto, al momento sono due punti avanti, ma vengono dalla sconfitta 1-2 col Perugia, deludente soprattutto per la prestazione. Al Forlì, invece, brucia ancora, e parecchio, il 3-2 subito al 94’ dal Pineto, come conferma il tecnico Alessandro Miramari: «Chiaramente gli ultimi giorni sono stati vissuti male, visto che siamo tornati a casa dopo l’ennesima gara beffa di questo ritorno, la responsabilità è solo nostra. Dobbiamo recitare il mea culpa e fare meglio».

Al Morgagni nelle ultime due gare il Forlì ci è riuscito, portando a casa sempre l’intero bottino: «Mi aspetto un incontro equilibrato, contro una squadra importante, espressione di una piazza prestigiosa, che ha effettuato investimenti notevoli per la categoria e punterà a far risultato per allontanarsi dalla zona play-out e avvicinarsi a quella play-off».

Anche per il Forlì la prossima è una gara spartiacque, tuttavia Miramari glissa scottato da un campionato in cui pare condannato alle fatiche di Sisifo. «Ogni volta che troviamo un equilibrio, subito lo perdiamo. Dopo la Torres, ad esempio, pensavamo di averlo raggiunto ma nel match di Pineto non c’era già più».

Si spiegano anche in questo modo le difficoltà del Forlì a trovare una continuità di risultati. «Stiamo vivendo un’annata caratterizzata da tre momenti: nel primo, grazie a una certa quadratura e ad una rosa adatta alla categoria, abbiamo inanellato una serie di risultati positivi che ci hanno portato meritatamente nelle prime posizioni. Poi, per motivi nel lungo periodo anche strategici, non abbiamo più avuto un organico all’altezza e per alcuni mesi l’abbiamo pagato in termini di punti».

Si arriva, così, ad oggi: «Adesso per certi aspetti siamo anche meglio di quelli dell’inizio ma stiamo raccogliendo meno. Purtroppo la squadra non riesce ad esprimere il proprio potenziale, come dimostrano le ultime trasferte a Terni e Perugia, dove abbiamo cominciato a giocare solo dopo aver regalato due gol ai nostri avversari. Il Pineto, addirittura, aveva un indice di pericolosità ridicolo, eppure abbiamo preso tre gol. Così non può funzionare».

Il Forlì, di conseguenza, si merita la posizione in cui si trova: «Avremmo potuto fare di più, ma non ci siamo riusciti, ora tocca a noi invertire la tendenza».

Intanto mercoledì sia pur dal dischetto, si è sbloccato Trombetta: «Speriamo abbia trovato la strada per segnare con continuità».

Oggi, in occasione della Festa della Donna, la società biancorossa ha previsto per il gentil sesso un accesso allo stadio a prezzo ridotto (5 euro tribuna laterale, 1 euro gradinata).

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