Dov’è la vittoria? L’ultimo successo del Forlì risale ormai a oltre un mese fa (2-1 sulla Vis Pesaro), tuttavia, secondo il tecnico biancorosso Nicola Campedelli la squadra non avverte particolari pressioni: «E’ vero che non vinciamo da un po’, ma di queste cinque gare ne abbiamo comunque persa una sola, giocando sempre bene: con maggior cinismo e fortuna, visto che gli episodi non hanno girato a nostro favore, avremmo potuto ottenere di più».
I Galletti ci riproveranno oggi (14.30) in casa di un Guidonia ancora imbattuto fra le mura amiche. «E’ una squadra forte e molto esperta, tant’è che sin qui ha schierato in campo appena un Under. Inutile elencare i tanti giocatori di categoria: sono tutti da temere, a partire da Ferrari, con i suoi 110 gol in serie C. Dovremo essere bravi in ogni reparto e metterci grande intensità perché, quando ci riusciamo, diventiamo scomodi per tutti».
Rispetto al Vado, affrontato nell’ultima trasferta, il Guidonia pratica un calcia decisamente più propositivo, pur concedendo comunque poco, come testimoniano gli appena 8 gol subìti. Se vuole tornare al successo e sfatare il tabù trasferta, quindi, il Forlì dovrà osare. «Lo facciamo in tutte le gare e lo dimostra il fatto che, tranne una volta, abbiamo sempre chiuso con un indice di pericolosità superiore all’avversario di turno. Insomma, creiamo tanto e occupiamo spesso la metà campo altrui, dobbiamo solo concretizzare di più, perché per la mole di occasioni prodotte abbiamo raccolto troppo poco».
E’ il caso della sfida di domenica scorsa col Livorno. «A parte un quarto d’ora di scoramento dopo lo 0-1, quando ci siamo allungati e non siamo stati pericolosi, abbiamo fatto bene, soprattutto nella ripresa. Ecco, occorre ripartire con quell’intensità lì». Un aspetto su cui lavorare visto che i biancorossi, in questo campionato, 6 volte su 9, si sono trovati in svantaggio. «Non è un problema di approccio: giochiamo allo stesso modo dal primo all’ultimo minuto, domenica, anzi, all’inizio le migliori occasioni le abbiamo avute noi, con De Risio, su corner conquistato dopo una bella azione corale, e Coveri, su tiro cross di Petrelli».
E’ invece assodato che il Forlì è una squadra da ripresa. «Lo dicono i dati: nell’ultima mezzora risultiamo più produttivi e questo valorizza il nostro lavoro, perché significa che siamo sul pezzo sino all’ultimo, abbiamo condizione, qualità e capacità di reazione, tutti valori da portare avanti. Anche il Livorno non è riuscito a spiegarsi la differenza fra il Forlì del primo tempo e quello del secondo».
Certo ogni gara poi ha le sue dinamiche. «La nostra principale qualità deve essere l’umiltà e sapere, quindi, che non si può avere il predominio per tutti i 90’, anzi, è inevitabile andare incontro a momenti di difficoltà, da affrontare mantenendo alta presenza e fiducia».
Intanto, come non accadeva da un po’ di giornate, Campedelli avrà problemi di abbondanza nel decidere la formazione anti Guidonia. «Saranno scelte toste, ma preferisco avere tanti giocatori validi e questo tipo di difficoltà».