Forlì, oggi c’è un avversario che vale. Non solo perché la Ternana, cui i Galletti andranno a far visita questa sera (20.30), con 8.695.551 euro ha il monte ingaggi più elevato dell’intero girone, ma anche perché è una delle squadre con maggior hype, reduce com’è da due successi di fila, su Pineto e Ravenna, in cui ha segnato cinque gol senza prenderne nessuno. Il tecnico Fabio Liverani è determinato a conquistare subito il terzo successo, sfatando uno dei tabù di questa stagione, in cui le fere non ne hanno mai centrati più di due consecutivi. Anche il Forlì, tuttavia, ha bisogno di ottenere quella vittoria che in trasferta manca dal 2 novembre (2-3 al Livorno), ragion per cui, pur non sbilanciandosi su quale sarà lo spartito tattico della sfida, di una cosa il tecnico biancorosso Alessandro Miramari è sicuro: «Si affronteranno due squadre intenzionate a portare a casa i tre punti: noi attraverso il dominio del gioco, la Ternana cercando di attaccarci in maniera molto verticale».
I Galletti, quindi, seguiranno il proprio dna, senza replicare la partita operaia disputata al ritorno, con buoni risultati, con altre corazzate tipo Arezzo e Ravenna: «In realtà avevamo adottato lo stesso atteggiamento anche a Perugia, perdendo 4-0. In tutti e tre i casi, non era un problema d’interpretazione ma di organico: purtroppo attraversando un momento delicato, avevamo dovuto fare di necessità virtù. D’altra parte, quando non hai le energie per giocare un calcio aggressivo, non ti resta che provare a chiuderti e contenere gli avversari».
Cosa che non accadrà stasera: «Quel tipo di gara, se non per cause di forza maggiore, non ci appartiene, poi magari sarà la Ternana a non farci uscire dalla nostra metà campo. Qual è il giocatore che temo di più? Ci sono talmente tanti fuoriclasse che parlare di singole individualità ha poco senso. A mio avviso, infatti, a livello di organico, è una delle società più attrezzate del girone, senza nulla da invidiare ad Arezzo, Ravenna o Ascoli».
Per il Forlì, insomma, sarà dura uscire indenne dallo stadio Libero Liberati, tanto più che ci sono alcune assenze. «Cavallini, questa settimana, ha effettuato solo un lavoro differenziato perché ha ricevuto diversi punti all’arcata sopraccigliare, inoltre, altri giocatori hanno dei problemi e sono sotto osservazione, a partire da Trombetta, che non si sta allenando».
Disponibili, invece, Franzolini, che ha smaltito l’infortunio alla spalla patito a Pesaro, e Manetti, uscito a Guidonia per uno svenimento che si è rivelato dovuto solo a stanchezza e calo di zuccheri. Al posto di Cavallini, il tecnico potrebbe riproporre di nuovo Onofri, preferito anche domenica a Rossi e Spinelli: «Avendo sempre giocato braccetto, è a metà fra un centrale e un terzino, senza contare che è solido, ha già vissuto il calcio dei grandi ed è in grado di darci fisicità ed esperienza».
Davanti, non dovesse recuperare Trombetta, sarà probabilmente Selvini a giocare centravanti. Il rientro di Elia Petrelli, infatti, è ancora lontano: «Ci vorrà qualche settimana - le parole di Miramari - perché possa riaggregarsi».
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