Forlì, trasferta durissima nella tana del Campobasso

Il Campobasso ha vinto quattro delle ultime cinque partite, il Forlì appena una. Basta questo dato a raccontare le difficoltà della trasferta odierna (ore 17.30), in casa di una delle formazioni più forti e in palla del girone. Lo conferma il vice allenatore Filippo Ceglia, oggi in panchina al posto di Miramari, squalificato per il doppio giallo rimediato domenica: «Affronteremo una squadra in salute, con tantissima qualità, soprattutto negli ultimi 30 metri, dove può contare su molteplici soluzioni. D’altra parte, arrivati a questo punto della stagione, la classifica non mente».

Il Campobasso, infatti, è quarto, appaiato al Pineto, a quota 45 punti (47 senza i 2 di penalizzazione), 10 in più dei Galletti. «Mi aspetto una sfida ostica, contro un avversario di valore, ciononostante, scenderemo in campo per fare la nostra partita, provando a portare a casa il maggior numero possibile di punti». Un piano complicato da una situazione d’emergenza che non accenna a rientrare. Gli ultimi a fermarsi sono stati il centrale Palomba, causa edema da sovraccarico, e il centravanti Trombetta, che giovedì in allenamento ha preso una botta alla caviglia. Entrambi sono in dubbio, tuttavia si cercherà in ogni modo di recuperarli, anche perché la loro eventuale defezione andrebbe ad aggiungersi a quelle, certe, di Scaccabarozzi, sempre alle prese con l’infiammazione al tendine d’Achille e nemmeno partito per Campobasso, Saporetti, Gaiola e Petrelli, che in settimana hanno lavorato a parte. Sono, invece, tornati ad allenarsi in gruppo Macrì e Menarini: andranno in panchina, ma con scarse possibilità di essere impiegati. Si potrebbe, così, rispolverare il Forlì operaio visto contro Arezzo e Ravenna. «Non è questione di preparare la gara in questo modo, ma la gara stessa che può spingerti in quella direzione. Noi puntiamo sempre a sviluppare gioco e averne il dominio, poi, se la partita si mette su altri canali, la bravura sta nella capacità di adattarsi per essere comunque efficaci».

All’andata, il Forlì nel primo tempo sovrastò il Campobasso, portandosi avanti 2-0, mentre la ripresa fu una debacle. Proprio il 2-3 finale, oggi potrebbe alimentare la sete di rivincita dei biancorossi. «Soffermarsi sul passato è un’arma a doppio taglio, perché rischia di generare fantasmi. Meglio affrontare la sfida per quella che è, ovvero una delle sei che mancano alla fine». Un finale di stagione da affrontare senza tabelle. «Adesso lavoriamo sul Campobasso, da domani penseremo al prossimo impegno. Qual è il più difficile? Non ha senso ragionare in questi termini, tanto più che, a dispetto della differenza di valori fra le varie squadre, il campionato è estremamente equilibrato: ogni gara rappresenta un terno al lotto e se non l’approcci bene rischi di rimanere a mani vuote. Ciò che conta, quindi, sono il modo di interpretarla e la volontà di fare punti, a prescindere dall’avversario. D’altronde, non essendo matematici, non serve a nulla fare calcoli, bisogna solo raccogliere il massimo possibile, poi i bilanci si faranno alla fine».

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