Forlì, squadra nuova e problemi vecchi: da inizio stagione la porta mai inviolata

Forlì, passa lo straniero. Da inizio stagione, la porta biancorossa non è mai rimasta inviolata. Sabato, addirittura, contro il Guidonia, i Galletti hanno preso tre gol, come non accadeva dal match contro il Pescara (2a giornata). Allora, però, erano riusciti a segnarne sei, mentre nell’ultimo turno non è bastato rimontare il 2-0 del primo tempo, con Spavone che all’84’ ha trovato il 3-2. Così, sono salite a 16 le reti incassate dalla squadra di Campedelli in queste 10 gare, portando la media a un preoccupante 1.6 a partita. Squadra nuova, problemi vecchi: anche la passata stagione il Forlì subiva parecchio (52 le reti al passivo a fine campionato) e appena 8 i clean sheet, 3 all’andata (gli 1-0 casalinghi con Ravenna e Guidonia, e lo 0-2 di Sassari, tutti nelle prime 10 giornate) e 5 nel ritorno (gli 0-0 di Ravenna e con la Pianese, in casa, i 2-0 al Morgagni con Pontedera e Torres, e lo 0-1 di Carpi). Alla base, quest’anno, c’è sicuramente un problema di attenzione generale, come rilevato in settimana dal centrocampista Manuel Rosetti, ma hanno pesato pure gli errori individuali.

Lungo, infatti, l’elenco degli sbagli, ad iniziare dal match d’esordio contro la Sambenedettese, con nessuno in grado di contrastare Sgarbi in occasione dell’1-0 di Plicco e Veliaj non irreprensibile sul 2-2 di Tunjov. Ancora più grave, ma per fortuna senza conseguenze, la successiva topica del portiere italo albanese contro il Pescara, quando ha servito a Meazzi l’1-0. Non a caso, nel successivo match di Latina, Campedelli ha fatto esordire Theiner che di lì in avanti si è meritato sul campo i galloni di titolare. Proprio a Latina, malgrado l’1-0 subito già all’11’ su corner gestito in maniera disastrosa dai compagni, il portiere altoatesino ha contribuito ad evitare un passivo più pesante del 2-0 finale, in una sfida complicata dall’espulsione di Palomba al 30’, poi, nelle successive partite, esclusa l’ultima, non ha mai preso più di un gol. Per merito suo soprattutto a Ostia Lido, dove ha compiuto almeno tre miracoli, mentre negli altri incontri gli avversari non si sono affacciati tanto spesso dalle sue parti. Ciò nonostante, il Forlì è stato sempre castigato. Contro Vis Pesaro e Torres dal fuoco amico (l’autorete di Onofri per l’1-1, rimediata dal 2-1 di Coveri al 92’, e il patatrac combinato da De Risio e Palomba per il provvisorio vantaggio dei sardi, riacciuffati al 78’ ancora da Coveri), nelle ultime tre partite, invece, dal maggior cinismo degli avversari. Il caso più eclatante è il Vado vittorioso 1-0 a fronte di un solo tiro nello specchio. Anche il Livorno, al di là della prodezza di Malotti, si è reso raramente pericoloso. Sabato, infine, non è che il Guidonia abbia imperversato in area ospite, rivelandosi bravo più che altro a capitalizzare le opportunità create (5 conclusioni nello specchio e 3 gol).

Così i Galletti aspettano ancora di festeggiare il primo clean sheet. Chissà non sia la volta buona domani, quando al Morgagni arriverà la Pianese che con 6 reti in 10 giornate ha il peggior attacco del girone.

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