“Osando, vinco”. Nel caso del Forlì, pareggio. Sabato i Galletti hanno fatto proprio il motto del 66° Reggimento Fanteria Aeromobile Trieste, strappando un punto alla Torres grazie a un finale di gara spregiudicato. Una delle chiavi che ha permesso ai biancorossi di mantenere l’imbattibilità al Morgagni è proprio la scelta di Campedelli di ridisegnare la squadra con un 4-3-3 iper offensivo. Davanti all’impasse di inizio ripresa, quando la pressione del Forlì non si traduceva in reali pericoli per Zaccagno mentre la Torres sfiorava in almeno tre occasioni il raddoppio, il tecnico, infatti, non ha avuto paura di giocare praticamente con cinque punte: davanti, da due è passato a tre (Coveri a sinistra, Gabellini a destra e Perini al centro), mentre a centrocampo ha schierato Farinelli e Macrì, fino alla passata stagione esterni offensivi, come mezzali. Una mossa che ha consentito al Forlì di approfittare del calo della Torres e colpirla finalmente in profondità, suo punto debole, cosa che nel primo tempo ai romagnoli era riuscita solo a tratti. Farinelli, in particolare, dirottato a sinistra, ha fatto terra bruciata, sino a offrire a Coveri l’assist per il meritato 1-1.
Dal match di sabato, quindi, la squadra esce con un punto solo ma un’ulteriore certezza: la capacità di sapersi adattare ai momenti della partita e all’avversario, con un’attitudine camaleontica, senza dogmi. Gli altri punti fermi sono il solito spirito indomito, che spinge i biancorossi a crederci sempre, fino alla fine, e un gioco grazie al quale il gol prima o poi comunque arriva. Anche perché il Forlì ha trovato in Coveri un bomber vero, capace di segnare quattro reti in cinque partite, per giunta tutte decisive, in particolare quelle di sabato e con la Vis Pesaro, fruttate quattro punti. Non a caso è lui adesso il capocannoniere dei Galletti, davanti a Petrelli e Macrì. Il match con la Torres, tuttavia, ha confermato anche la cattiva abitudine del Forlì nel farsi male da solo.
La squadra di Campedelli ha una delle peggiori difese del Girone B, ma la maggior parte dei gol subìti sono frutto di errori individuali, compreso l’ultimo di Di Stefano. Il vantaggio dei sardi, infatti, è frutto di un gentile omaggio della coppia Palomba-De Risio che al pronti e via hanno regalato la palla a Scotto, bravo poi a servire il compagno per lo 0-1 già al 6’. Per la quarta volta volta in sei giornate, il Forlì si è così trovato a inseguire ma come nelle precedenti occasioni, Latina a parte, è riuscito a risalire la china. Pro e contro su cui lavorare in vista delle prossime due trasferte consecutive contro Ostia Mare e Vado.
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