Tace il telefono di Alessandro Miramari. Da viale Roma, infatti, nessuna chiamata. Dopo il rompete le righe del 27 aprile, la proprietà del Forlì e lo staff tecnico avevano stabilito che si sarebbero incontrati a breve per decidere se, dopo due campionati insieme, proseguire o meno il rapporto, invece, da allora non c’è stato alcun contatto. In casa biancorossa, d’altra parte, al momento, è tutto fermo, con Cristiano Protti al passo d’addio e la proprietà impegnata a ragionare su come andare avanti. Il presidente Cappelli si è sempre detto aperto a nuovi ingressi in società senza escluderne nemmeno, a certe condizioni, la cessione: tutte le strade, dunque, restano aperte e, in attesa di decidere quale imboccare, il club non ha ancora iniziato a programmare la prossima stagione. A questo punto, bisogna vedere se Miramari aspetterà i tempi del Forlì o effettuerà altre scelte, visto che le offerte, dopo l’impresa della salvezza diretta con una squadra giovanissima al debutto in Serie C, non gli mancano.
Intanto il tecnico la scorsa settimana ha dato lezione a una cinquantina di allenatori dilettanti in un appuntamento organizzato dall’Aiac Romagna, che sta ora allestando una due giorni a Cesenatico (23 e 24 maggio) dedicata agli allenatori del settore giovanile con lezioni pratiche sul campo del Bakia. Sabato 23 maggio alle ore 21 al Palazzo del Turismo verrà assegnato il tradizionale Premio Panchina, in memoria di Azeglio Vicini, al tecnico federale Maurizio Viscidi.
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