Forlì, che ne sarà di Miramari? La società sembra divisa

Il futuro, a partire da quello del tecnico Alessandro Miramari, resta imperscrutabile, così l’ultimo match pareggiato con il Perugia è soprattutto l’occasione per stilare un bilancio di una stagione che ha visto il Forlì, 8 anni dopo, di nuovo in Serie C. E, secondo il presidente Gianfranco Cappelli, non può che essere positivo: «Siamo molto soddisfatti. E’ vero che abbiamo attraversato alcuni momenti di trepidazione e scoramento, ma li abbiamo affrontati con la giusta determinazione, senza lasciarci andare. Ringrazio i ragazzi per aver dimostrato carattere e averci permesso di disputare un campionato importante, dopo tanto tempo che mancavamo dal professionismo».

Dal punto di vista del club è una stagione da “all in”, visto che la scommessa di puntare sugli under ha pagato, consentendo di rimpinguare le casse societarie con le risorse del minutaggio valorizzazione giovani e allo stesso tempo raggiungere una salvezza tutto sommato tranquilla, chiudendo a quota 40 punti senza mai occupare la zona play-out. «Non è un risultato scontato. Sicuramente dai giovani abbiamo ricevuto tanti vantaggi, sia economici sia sportivi. Insomma, si è rivelato un bel giochino, ragion per cui cercheremo di ripeterlo».

Con o senza Miramari? Il presidente non si bilancia. Al momento non è stato fissato un incontro fra tecnico e società. Oggi club, staff e giocatori si ritroveranno insieme ma per festeggiare, poi scatterà il rompete le righe. Miramari ha ricevuto un’offerta dal Campobasso, tuttavia vuole vedere le carte del Forlì e soprattutto verificare se ci sia ancora piena fiducia nei suoi confronti da parte di tutta la proprietà. Fosse per Cappelli la conferma non sarebbe in discussione. Meno convinto, invece, appare il vice presidente Marco Casadei, che quest’anno non sempre ha apprezzato mosse e scelte del tecnico.

Intanto, nell’ultima gara stagionale, si è rivisto un Forlì bello e convincente, come conferma il vice allenatore Filippo Ceglia, in panchina al posto dello squalificato Miramari. «Giocare con la testa libera da pensieri ha aiutato, si è rivista quella leggerezza che avevamo perso da un po’ di tempo e che, invece, ci aveva caratterizzato a inizio anno, quando eravamo più sbarazzini. Abbiamo mostrato di avere un’identità forte».

Anche Ceglia glissa sul futuro: «È il momento di godersi questo risultato per cui tutti, a inizio anno, avremmo firmato. La soddisfazione maggiore è il percorso compiuto insieme e ne abbiamo avuto la prova proprio oggi (ieri, ndr) contro il Perugia: pur buttando nella mischia giovani che sin qui avevano giocato poco, hanno comunque interpretato tutti lo stesso spartito».

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