Uno, due, tre e basta. Si è già fermata la mini striscia positiva del Forlì che dopo i pareggi esterni con Vis Pesaro e Guidonia, inframezzati dalla vittoria casalinga sul Pontedera, lunedì è stato sconfitto dalla Ternana. Un risultato, il 2-1 maturato in Umbria, che rende ancora più decisiva la sfida odierna con la Torres, forse la più delicata fra tutte quelle in programma di qui alla fine, anche se il tecnico Alessandro Miramari cerca di alleggerire la pressione: «Sappiamo che ci attendono una serie di gare importanti, e quella con la Torres è una di queste. Chiaramente, in uno scontro diretto, la posta in palio è maggiore, perché se non li fai tu, i punti sono conquistati dai tuoi avversari».
In caso di vittoria, infatti, i sardi, che dopo l’arrivo in panchina di Alfonso Greco hanno ottenuto 12 risultati utili su 14, risalendo dall’ultima alla quart’ultima piazza, in coabitazione col Bra, si porterebbero ad appena due lunghezze dal Forlì: «La Torres era reduce da due campionati eccellenti, e con il tecnico che l’ha portata a centrare un secondo e un terzo posto, ha ripreso a marciare forte».
Soprattutto in trasferta: «E’ un trend cui non darei troppo peso: la Torres ha le qualità per far punti sia in casa sia fuori, mi preoccupa di più che stia facendo bene in generale, d’altra parte è una buona squadra, anche se le altre con cui abbiamo giocato non sono certo peggio, anzi la Ternana aveva qualcosa in più».
I Galletti, però, le hanno tenuto testa, per questo, aver compromesso il match con due errori individuali, fa ancora più male: «A Terni se commetti delle ingenuità le paghi caro. Fossimo andato a riposo sullo 0-0 probabilmente l’esito sarebbe stato diverso, tanto più che prima di andare in svantaggio non è che stessimo soffrendo o meritando di perdere, anzi, la gara era completamente equilibrata: a parti invertite, avremmo vinto noi».
Invece, è arrivata la quinta sconfitta nelle ultime 10 giornate, a fronte di appena due vittorie e tre pareggi. Per di più, il tecnico in questa vigilia deve fare i conti con una rosa in condizioni tutt’altro che ottimali. Oltre a Macrì, che contro la Ternana si è procurato una distorsione al ginocchio destro, a Menarini, squalificato, e a Petrelli, la cui assenza si dà ormai per scontata ma pesa parecchio, sono diversi in forte dubbio. Da Trombetta, out anche lunedì, a Scaccabarozzi, fermo fino a venerdì, da Cavallini, alle prese con una lenta cicatrizzazione del sopracciglio, a Saporetti, ancora non al meglio per noie a un ginocchio. Miramari, perciò, dovrà inventarsi qualcosa, a partire da come sostituire Menarini in cabina di regia: «Il problema non è tanto questo, quanto trovare un equilibrio globale e riassettare la squadra in termini di compiti e funzioni».
Potrebbe tornare utile, in tale frangente, gente come Coveri, Ilari, Selvini e Zagrè: «Ho dato a tutti l’opportunità, poi ciascuno è figlio della propria prestazione e non sono io a deciderla».