L’Associazione Stampa Forlì Cesena, l’Associazione Stampa dell’Emilia Romagna e il Gruppo Emilia Romagna Giornalisti Sportivi - Unione Stampa Sportiva Italiana, in rappresentanza del mondo giornalistico del territorio e a tutela del lavoro dei colleghi, esprimono preoccupazione e perplessità, per il contenuto e per i modi, relativamente alla nota inviata dal Forlì Calcio FC alle redazioni forlivesi.
Questo il testo inviato dal responsabile della comunicazione Marco Mambelli: “Con la presente nota si rappresenta che il club con effetto immediato considera annullati gli accordi occorsi a inizio stagione e inerenti le modalità operative riguardanti interviste e conferenze stampa. Pertanto in futuro, ogni testata giornalistica dovrà concordare preventivamente con lo scrivente ogni tipo di iniziativa in forma scritta. Ogni richiesta e/o attività svolta al di fuori di questa procedura sarà considerata nulla. Il club si riserva la possibilità di valutare l’esclusione di giornalisti da conferenze stampa e/o altre iniziative che saranno poste in essere nel corso della stagione calcistica”.
Ciò che desta perplessità è la rottura di un accordo condiviso appena poche settimane fa e avvenuto in modo impulsivo e sorprendente per una realtà quale una squadra di calcio professionistica che vive di comunicazione, informazione, confronto e trasparenza con tifosi, lettori/ascoltatori e con la città.
L’aspetto molto preoccupante, invece, è legato all’affermazione “il club si riserva la possibilità di valutare l’esclusione di giornalisti da conferenze stampa e/o altre iniziative che saranno poste in essere nel corso della stagione calcistica”.
Fermo restando la libertà di un club di chiudersi in una condizione di “silenzio stampa”, decisione legittima benché spesso adottata per scaricare sull’informazione problemi di altra natura, quando si creano liste di proscrizione e differenze tra giornalisti buoni/amici e cattivi/nemici significa che la libertà di stampa e il diritto all’informazione di ogni cittadino (anche di quelli che non seguono il calcio) sono negati.
I giornalisti e gli operatori dell’informazione, iscritti all’Albo professionale e che lavorano per redazioni giornalistiche, devono essere trattati tutti con uguale dignità professionale e se c’è qualche problema, questo deve essere affrontato nelle sedi adeguate che sono le redazioni o l’Ordine dei Giornalisti. Speriamo che tanta impulsività sia figlia di un momento e che la decisione della società rientri, permettendo ai colleghi forlivesi di fare il proprio lavoro perché quando la fiducia, reciproca, si incrina in modo profondo il percorso per ripristinare relazioni professionali accettabili e proficue diventa lungo e complesso. Lo sport, il calcio e Forlì non lo meritano.