Tra centimetri e cinismo: ecco cosa è mancato al Cesena

I pochissimi centimetri che per ben due volte, nel giro di 10 minuti, non hanno permesso al Cesena di pareggiare il gol di Siatounis e (chissà) di spostare l’inerzia della partita del Vigorito, non possono cancellare ciò che (non) è successo prima e dopo il gol annullato a Bisoli e il clamoroso palo interno colpito da Guidi. Il Cavalluccio di Benevento è stato discreto nella teoria ma insufficiente nella pratica e ha meritatamente perso contro una squadra molto più cinica e cattiva dei bianconeri, brava a sfruttare l’unica azione costruita nel primo tempo e soprattutto a costruirci sopra la terza vittoria consecutiva, alzando il muro nell’ultimo quarto di partita e chiudendo la gara sui titoli di coda.

I numeri

A testimoniare la bontà della vittoria dei sanniti sono innanzitutto le cifre della partita del Vigorito. Il Benevento di Floro Flores ha tirato di più complessivamente (18 tiri totali contro gli 11 dei bianconeri), ha avuto un xG decisamente superiore (1.54 contro 0.49) e, al netto dei gol, è stato anche più preciso al momento di calciare in porta, con 6 tiri nello specchio contro i 2 tentativi del Cesena, che ha inquadrato la porta di Vannucchi solo con Fiori (tiro parato) e Guidi (il famigerato palo) all’alba del secondo tempo, quando nei primi 15 minuti c’è sempre stata aria di pareggio fino al doppio cambio di modulo scelto dai due tecnici, che ha premiato il Benevento. Scavando ulteriormente nelle statistiche della partita, si può notare come la squadra di Diamanti abbia tirato in porta da dentro l’area solo una volta (con Fiori) e ben 10 volte da fuori, lo stesso numero di conclusioni del Benevento, che ha effettuato ben 10 tiri in area. Nessuno, nelle prime 5 giornate, era riuscito a calciare così tante volte dall’interno del cortile di Siano. Dove si è fatto preferire il Cesena? In due cifre che, alla resa dei conti, non hanno spostato nulla: il possesso palla (43-57) e i passaggi completati (348-457). Il primo tempo del Vigorito ha fotografato perfettamente la partita: il Cavalluccio ha sempre tenuto in mano il pallino del gioco ma non è mai riuscito a tirare, mentre il Benevento è rimasto sornione a difendere ed ha colpito al primo tentativo in contropiede, approfittando di un paio di strafalcioni bianconeri nelle marcature preventive.

Il problema del gol

La prima sconfitta del Cesena coincide con la prima partita senza gol di Cristian Shpendi, che ha calciato solo una volta (gran sinistro deviato in angolo da Saio nella ripresa) e che non è mai stato messo nelle condizioni di segnare. Se la striscia del numero 9 si è fermata a Benevento, resta ancora aperta sull’altro versante quella più preoccupante: il Cavalluccio non riesce a tenere chiusa la propria porta. Siano ha parato tutto quello che poteva ed è stato sempre preciso con i piedi e nelle uscite, ma continua a prendere gol con regolarità, al pari dei colleghi di Sampdoria, Juve Stabia e Vicenza. A Benevento non lo hanno aiutato i due difensori centrali: Ilic, dopo cinque partite praticamente perfette, è “entrato” in entrambi i gol, mentre Mangraviti (schierato per la prima volta nel suo ruolo) si è fatto saltare con troppa facilità da Siatounis in occasione della prima rete.

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