Superpotenza Cremonese: la prima volta da avversario per Tommaso Berti

Una vittoria da inseguire, un lungo arrivederci al Manuzzi da rendere più dolce e una Cremonese che arriva in Romagna con l’obbligo di rialzarsi. Cesena-Cremonese, in programma sabato alle 19.30, è una di quelle partite in cui le motivazioni rischiano di contare ancora di più dei valori in campo.

Il Cavalluccio cerca il primo successo interno stagionale e sa che, dopo l’appuntamento con i grigiorossi, dovrà attendere fino al 18 ottobre (avversario l’Avellino) per tornare a sentire la spinta del proprio pubblico. Dall’altra parte ci sarà una squadra che ha bisogno di punti. Le due sconfitte nelle prime due giornate di campionato hanno complicato la partenza dei grigiorossi, capaci però di ritrovare subito il sorriso con il 3-1 inflitto al Padova. Un successo che può rappresentare il punto di svolta, ma che rende allo stesso tempo ancora più delicato l’appuntamento del Manuzzi: perché per la Cremonese, dopo il primo squillo, è arrivato il momento di dimostrare che la falsa partenza è davvero alle spalle.

L’avvio di campionato della Cremonese è stato caratterizzato in maniera significativa dall’esonero dopo due giornate di Marco Giampaolo (ex del Cesena), sollevato dal suo incarico alla luce delle sconfitte in campionato per 1-0 contro l’Empoli e per 0-3 allo Zini con il Modena. Non è bastato nemmeno vincere in casa del Parma assicurando alla sua squadra l’accesso ai sedicesimi di Coppa Italia per far sì che la società si ricredesse su di lui. Al suo posto, torna sulla panchina Fabio Pecchia, capace di guidare il club alla promozione in A nella stagione 2021-2022, dopo un campionato da 69 punti e secondo posto in classifica. Pecchia ritrova un ambiente che già conosce molto bene, ma soprattutto una squadra con nomi di primo livello e già modellata su principi simili a quelli del suo calcio. Il modulo prediletto è il 4-2-3-1 che Pecchia aveva già utilizzato nella sua prima esperienza in Lombardia, con terzini chiamati ad accompagnare anche l’azione offensiva, ed esterni liberi di svariare anche all’interno del campo. Nella conferenza stampa di presentazione Pecchia si è definito “un esteta” e ha sottolineato la necessità di portare avanti un bel gioco lungo tutto il corso della stagione, senza abbandonare le proprie idee alle prime difficoltà. Ad aiutare lui e la sua squadra contro il Padova sicuramente l’entusiasmo e la motivazione che tipicamente seguono un cambio panchina, ma la vittoria ha fatto subito notare i dettami tattici molto meno rigidi di quelli di Giampaolo e il grande affidamento che il tecnico ripone nelle capacità individuali dei suoi interpreti.

La rosa è infatti di primissimo livello, con uno dei monte ingaggi più alti di tutta la categoria. I nomi a disposizione di Pecchia impongono alla squadra di lottare per ottenere una promozione diretta, obiettivo dietro al quale la società non si nasconde. Diversi sono i nomi già presenti nella rosa dello scorso anno in Serie A, chiamati a una stagione da protagonisti per ritrovare subito la massima serie. I principali sono Federico Bonazzoli, autore di una doppietta nell’ultimo match, Jari Vandeputte, macchina da assist di cui il primo già col Padova, Michele Collocolo, ex bianconero nella stagione 2020-2021, oltre alla coppia centrale Bianchetti-Luperto e a Baschirotto e Thorsby, rimasti in rosa dopo un’estate intera a cercare una nuova sistemazione. Spiccano poi il giovanissimo e fenomenale tedesco Adin Licina, classe 2007 in prestito dalla Juventus, già autore di due gol (e che gol) e un assist in due presenze col club, e il vero grande ex della partita Tommaso Berti, pronto a riprendersi l’abbraccio della sua gente nella prima da avversario al Manuzzi.

Per tutti questi motivi uscire dalla sfida con qualcosa in mano sarà in qualsiasi caso considerabile uno splendido risultato, soprattutto in vista della temibile trasferta di Castellammare in programma venerdì 18 in anticipo.

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