Società, Cole e squadra: a Mantova ha perso tutto il Cesena

Mantova-Cesena si candida a diventare la partita peggiore degli ultimi 25 anni. Il problema non è stato (tanto) il punteggio, perché a queste latitudini è capitato anche di prendere 6 gol a Salerno, 5 gol ad Ascoli o addirittura 4 gol dall’Alma Juventus Fano o dall’Aquila Montevarchi. Mantova-Cesena irrompe sulla scena e si guadagna il primo meritatissimo gradino del podio in quanto figlia di un interminabile numero di errori e soprattutto di colpevoli, da un mandante ben preciso agli esecutori.

La proprietà

Il cortocircuito è partito nel tardo pomeriggio di sabato, al termine della miglior partita del Cavalluccio e della miglior striscia positiva del 2026, visto che il Cesena non era mai stato per due partite di fila senza perdere nell’anno nuovo. La scelta di cambiare l’allenatore proprio in quel momento ha inevitabilmente innescato una forte turbolenza di cui non si sentiva la mancanza, addirittura aumentata con l’annuncio di un profilo (Ashley Cole) che non avrebbe mai potuto indossare i panni del classico “normalizzatore” chiamato al capezzale di una squadra per sistemare le cose e non per stravolgerle. Quando non si vince da ben 7 partite o quando si conquistano solo 9 punti in 13 giornate è legittimo pensare a un cambiamento, specialmente se l’obiettivo è difendere con le unghie l’ultimo posto dei play-off, ma una rivoluzione così drastica in panchina non andava fatta con queste tempistiche, specialmente alla vigilia di una settimana con altre due partite ravvicinate. O si cambiava prima del Frosinone, con il pretesto della prima partita senza tiri in porta (Modena-Cesena) o eventualmente dopo il Catanzaro, approfittando anche dei 16 giorni senza campionato tra la prossima gara contro i calabresi e la prima partita di aprile contro il Sudtirol.

L’allenatore

Dopo aver assistito dalla tribuna alla partita contro il Frosinone e (prevedibilmente) ad altre gare disputate dal Cesena in precedenza da remoto, Ashley Cole ha scelto di rivoluzionare non solo il sistema di gioco della squadra, ma addirittura i ruoli di numerosi calciatori, che aveva allenato solo due volte per un totale di una manciata di ore. Al tecnico inglese vanno concesse alcune attenuanti come l’assenza di alcuni titolarissimi (Castagnetti in primis) e naturalmente la mancanza di tempo per poter incidere, ma proprio in questo senso anche Cole ha finito per innescare un altro cortocircuito: proprio perché non c’è stato il tempo di allenare con continuità nella prima settimana, che senso ha avuto stravolgere tutto? Guidi, Corazza e Shpendi sono sembrati tre pesci fuor d’acqua nel primo tempo, ma anche Berti ala destra non è stata una grande idea, per non parlare di Olivieri sull’altro versante. Con un po’ di buonsenso, proprio come aveva fatto Mignani nell’estate 2024 (che aveva addirittura avuto un ritiro e un mese e mezzo per inserire nuovi concetti), sarebbe bastato non cancellare quelle certezze (stavolta poche) che erano riemerse durante Cesena-Frosinone e che sono evaporate rapidamente. Due partite di adattamento e con pochi ritocchi avrebbero certamente aiutato la squadra. Così come la presenza di un direttore sportivo, oggi assente: Fusco, pronto a risolvere il contratto dopo essere stato completamente scavalcato nella scelta, avrebbe potuto dare utili suggerimenti al tecnico, consigliando di ripartire dal 3-5-2 vista la difficoltà emotiva del momento, e di lavorare successivamente sul nuovo sistema di gioco, mentre senza di lui manca un uomo di calcio e una figura “di campo” in grado di poter aiutare Cole, al quale vanno concessi tempo e fiducia.

I giocatori

Dietro alla lavagna ci finisce inevitabilmente anche chi è sceso in campo al Martelli, dove il Cesena è crollato non solo per colpa delle cervellotiche decisioni della proprietà e/o del nuovo allenatore. Il gruppo (nessuno escluso) è sprofondato perché non ha saputo gestire, nel giro di una manciata di giorni, due choc ravvicinati: prima l’esonero di un allenatore-equilibratore come Mignani, molto apprezzato dentro allo spogliatoio, e poi l’arrivo di un allenatore di rottura con il passato come Cole. Molte pedine si trovavano nella posizione sbagliata, ma oltre alle nozioni calcistiche, ai moduli e alle scelte di un allenatore, giuste o sbagliate che siano, in campo devono scendere anche l’orgoglio e il carattere dei giocatori. E di orgoglio e carattere, martedì sera al Martelli, non c’è stata alcuna traccia. Serviranno sabato al Manuzzi contro il Catanzaro, nella prima di quattro partite difficilissime nelle quali il Cesena dovrà risollevarsi. Altrimenti saranno davvero dolori.

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