Per ora è un Cesena a metà: urgono i titolari

Il cartello è lo stesso di un anno fa: lavori in corso. Non può essere altrimenti. Per la seconda stagione consecutiva, il ritiro del Cesena si è chiuso con una squadra costruita... a metà. Era successo 12 mesi fa con Fusco e Mignani, è accaduto anche oggi con Mancini e Diamanti, che al momento sono alle prese con un cantiere a cielo aperto da perfezionare. D’altronde, quando il rubinetto del budget si stringe per volontà della proprietà, che da due anni punta solo ad abbassare le spese, è normale mettersi in fila e aspettare con pazienza di trovare le pedine e le formule giuste, un modus operandi che in Serie B non riguarda solo il Cavalluccio.

Cosa ha detto il campo

In attesa dei rinforzi, meglio concentrarsi sulle prime indicazioni offerte dal campo nella prima amichevole “vera” della stagione. A livello numerico la difesa è il reparto che sta meglio, purtroppo non di salute. La linea a quattro sarebbe già pronta con Ciofi a destra, Zaro e Mangraviti al centro e Frabotta a sinistra. I due terzini titolari però sono ai box: Ciofi ha un problema alla tibia che lo terrà ai margini per altri 7-10 giorni, un infortunio leggero e non grave ma capitato in piena preparazione; Frabotta è reduce da un intervento di calcaneoplastica al piede destro effettuato a fine aprile che gli ha fatto saltare i primi test. Per Zaro e Mangraviti c’è il mercato: dovessero arrivare offerte, verrebbero valutate (altrimenti potrebbero estendere il contratto a cifre più basse). Sabato Mancini ha confermato l’interesse per il 19enne Pellini del Torino, ma la sensazione è che servirà anche un profilo più esperto e di categoria, considerando che Natta (basso e poco prestante) non sembra pronto a livello fisico per giocare al centro di una difesa in Serie B. Magni (sempre ai box), Piacentini e David sono le prime alternative, mentre andrà valutato il futuro di Pieraccini e Guidi.

L’incognita più grande riguarda la porta. Diamanti non si è sbilanciato sul futuro di Siano e di Fontana, ma dalle prime indicazioni un aspetto sembra chiaro: il nuovo portiere del Cesena dovrà essere molto abile anche con i piedi. Per questo Siano piace.

A centrocampo, l’ultimo nome comparso sul taccuino di Mancini (Riccardo Pagano) andrebbe a completare a livello numerico il reparto, a meno di eventuali nuove uscite. Con l’arrivo del romanista, Diamanti avrebbe quattro mezzali (Francesconi, Bisoli, Schirone e l’ex barese) e i confermati Castagnetti e Arrigoni in cabina di regia. Castagnetti ha ribadito di voler restare in Romagna è il corteggiamento della Reggiana, che gli offrirebbe un posto a due passi da casa ma in Serie C, non lo scalda. In caso di cessione (suggerita dalla proprietà per abbassare il monte ingaggi), Mancini preleverebbe Yepes dall’Empoli.

Infine, il reparto che nel primo tempo contro il Carpi non si è mai visto: l’attacco. Giocando a tre, nel calcio d’oggi i giocatori più importanti sono gli esterni. E il Cesena è privo dei titolari. Druiventak è la stessa scommessa di un anno fa con Blesa. Diamanti gli ha consegnato la maglia numero 9 causa gli acciacchi di Shpendi, ma l’olandese non è una prima punta. Per sbloccare la partita contro il Carpi, infatti, è andato a prendere palla a destra, da dove ha messo in moto e saltato mezza difesa biancorossa. A prima vista “Xavi” sembra molto meno indolente di Blesa (ma pure molto meno talentuoso) e si è già inserito nel gruppo. Dentro l’area il peso del reparto continuerà a gravare sulle spalle di Shpendi, con Debenedetti come alternativa, indispensabile per aggiungere chili e centimetri. Mancano però gli esterni titolari in grado di saltare l’uomo e di segnare gol pesanti: Caprini non è dispiaciuto ma il titolare, se arriverà, sarà Fiori. A quel punto mancherebbe il giocatore offensivo da mettere a destra: ciò che serve è un top player. E la scelta non andrà sbagliata.

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