Il suo nome compare in una delle foto più viste e condivise degli ultimi 10 giorni: la copertina della tesina illustrata da Alessandro Diamanti per conseguire il patentino Uefa Pro. Il relatore di Alino, cioè colui che ha introdotto l’ultimo esame sostenuto dal nuovo allenatore del Cesena, era Paolo Piani, segretario del settore tecnico di Coverciano e romagnolo doc. Ed è proprio quest’ultimo, nato a Faenza e ormai abbonato ai banchi del centro tecnico federale da quasi 30 anni, a raccontare tutto il percorso formativo del Diamanti allenatore.
Paolo Piani: “Cesena, così Diamanti è diventato allenatore a Coverciano”
Piani, quando ha conosciuto Diamanti?
«Mi chiamava dall’Australia per avere informazioni, ma poi non smetteva mai di giocare. Tre anni fa ha partecipato al primo corso, riservato solo agli ex calciatori, che gli avrebbe permesso di prendere il patentino Uefa B. Si tratta del primo passo, che ti consente di allenare fino alla Serie D, di fare il vice in C o il collaboratore tecnico fino alla A, ma anche l’allenatore di una squadra giovanile ad eccezione della Primavera. L’approccio non fu banale: ricordo il suo entusiasmo contagioso, ma tra i banchi è sempre stato perfetto. Qualcuno può pensare al Diamanti genio e sregolatezza che ammiravamo in campo, ma tra i banchi non era così. Il primo step lo ha superato senza problemi, poi è rientrato in Australia dove ha cominciato ad allenare l’Under 23 del Melbourne City. Da quell’estate siamo sempre rimasti in contatto e ci siamo sentiti spesso».
Un anno dopo Diamanti è tornato a Coverciano.
«Sì, nel giugno 2024 è venuto per il corso da allenatore Uefa A, ovvero il secondo gradino: si tratta di 6 settimane di lavoro nei primi due mesi dell’estate, un corso decisamente più impegnativo. Rispetto all’anno precedente, ho trovato un Alino diverso: non ragionava più da ex calciatore, ma da allenatore. E non a caso, nella stagione successiva, ha vinto il suo primo campionato in Australia».
Per completare la scalata mancava solo il patentino Uefa Pro, che Diamanti ha preso quest’anno.
«Ha cominciato a settembre 2025, dopo la vittoria in campionato si è preso un anno sabbatico per concentrarsi e lavorare meglio. Considerando che spesso faceva il pendolare con l’Australia, è stato davvero bravo».
Lei è stato il relatore della tesi “Sana follia”. Ce la può raccontare?
«Alessandro mi ha sempre detto che non avrebbe voluto preparare una tesi tecnica, ma che avrebbe preferito raccontare altro, come ad esempio ciò che vuole portare di suo nel mondo degli allenatori: i valori, i comportamenti, il suo bagaglio di leadership. Quindi non è stata una tesi “di campo”, ma qualcosa di molto diverso, che lui ha scelto di racchiudere in due parole: sana follia. Questo è il suo manifesto: gestire un gruppo con sana follia, al di là delle idee di calcio, che naturalmente ci sono e sono ben precise. Quel suo essere sanamente folle, secondo me, lo aiuterà tanto a Cesena».
Lei è romagnolo e conosce bene Cesena e il Cesena. Cosa si aspetta dal nuovo tecnico bianconero?
«Per lui, in questo momento, Cesena è la piazza giusta: serve uno che porti entusiasmo e che sappia lavorare con i giovani. Ecco, lui porterà la grinta e l’entusiasmo che c’erano con Bisoli e Castori, ma in modo completamente diverso. Con questo non dico che sarà come i due allenatori che al Manuzzi hanno apprezzato di più, però a livello caratteriale e di principi non si allontanerà molto».
Tornando al patentino Uefa Pro, come si ottiene?
«Si sostiene un esame in tutte le materie: comunicazione, psicologia, tecnica/tattica e preparazione atletica. Poi c’è la discussione della tesi, come all’università. All’ultima sessione c’è un relatore che la anticipa agli altri membri della commissione. E quel relatore, con Diamanti, ero proprio io. L’ho presentata e ho fatto la prima domanda, poi ci ha pensato lui. Avrebbe dovuto dare l’esame a settembre ma, visto che sarebbe dovuto tornare in Australia, abbiamo deciso di anticipare a giugno. Senza volere è stata la mossa giusta, perchè proprio a giugno è arrivato il Cesena, altrimenti avrebbe allenato in deroga».
Avendo assistito da vicino all’intera formazione da allenatore di Diamanti, cosa si aspetta dal suo Cesena?
«Bel gioco, risultati e lancio di alcuni giovani. Ho aspettative molto alte».
Le ricorda qualcuno tra i tanti allievi che ha osservato da vicino a Coverciano?
«Lo trovo unico, completamente diverso da tutti per la sua... unicità. Un anno fa, quando me lo hanno chiesto, ho detto la stessa cosa di un certo Cesc Fabregas....».
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