Derby senza curva mare, ma con punti pesanti in palio: Cesena e Modena si ritrovano sabato in una sfida che rappresenta la prima di un tour de force di 3 gare in 7 giorni, dal quale le ambizioni delle due squadre possono uscire decisamente ridimensionate. L’obbligo di fidelity card imposto per la trasferta impedirà agli ultras bianconeri di essere presenti sugli spalti, privando il derby di una delle sue componenti più attese. Sul campo, invece, i canarini arrivano all’appuntamento con un bottino di 13 punti in sette partite, che vale il quarto posto a pari merito con il Pisa, alle spalle di Palermo e Mantova. Dopo una partenza sprint, con le convincenti vittorie su Benevento e Cremonese, il Modena ha accusato una prima flessione contro l’Avellino, perdendo nonostante il netto dominio sul campo e il divario di 43 tiri a 6. È seguito il pareggio con il Südtirol, prima di due successi in rimonta contro Empoli e Hellas Verona, salvo ritrovare la sconfitta nell’ultima uscita allo “Stadio dei Marmi” di Carrara.
A raccontare l’identità dei gialloblù sono soprattutto i numeri: seconda squadra della Serie B per possesso palla medio e prima per passaggi completati. L’idea è quella di comandare il gioco attraverso il pallone, senza rinunciare alla costruzione dal basso e a una manovra paziente per arrivare nell’area avversaria. Queste caratteristiche rispecchiano la filosofia di Daniele Galloppa, scelto dalla società per proporre un calcio moderno e propositivo, dopo tre stagioni alla guida della Primavera della Fiorentina e al suo debutto nel professionismo. Ridurre il Modena a un modulo, però, sarebbe limitante. Galloppa ha alternato 4-3-3, 4-2-3-1 e 4-4-2 nelle prime uscite, prima di passare alla difesa a tre nelle ultime tre gare. C’è, tuttavia, un aspetto sul quale i canarini devono ancora lavorare: la capacità di approcciare le partite con maggiore attenzione. Quella contro la Cremonese è stata l’unica gara in cui non si sono mai trovati in svantaggio, allo stesso tempo, le tre vittorie ottenute rimontando testimoniano carattere e capacità di reagire alle difficoltà. Il Cesena dovrà quindi provare a colpire sin dai primi minuti, sfruttando eventuali disattenzioni di una squadra che concede agli avversari la possibilità di passare avanti, ma dovrà anche gestire meglio il calo nella seconda parte delle gare che ha caratterizzato significativamente questo avvio bianconero.
Occhi puntati soprattutto sull’attacco emiliano, capace di trovare gol con interpreti diversi. Andrea Belotti, sempre subentrato, e Giuseppe Caso sono già a quota tre reti: quest’ultimo si distingue anche per essere il giocatore della cadetteria con più dribbling riusciti. Due i gol per Ambrosino, sempre titolare, e Giacomo Olzer. In mezzo al campo, il metronomo Brugman detta i tempi, mentre in difesa Steven Nador avrà il compito di limitare la pericolosità di Shpendi. Per il Cesena sarà dunque un derby da interpretare con lucidità: aggredire le fragilità iniziali del Modena senza concedergli il controllo del pallone, perché contro una squadra abile nel palleggio lasciare l’iniziativa agli avversari può rivelarsi un grande rischio.