Una sua dichiarazione ufficiale da quando si è insediato in cima alla piramide del Cesena non c’è mai stata. Però ogni qualvolta arriva al Dino Manuzzi, Mike Melby regala sempre storie a chi le sa cercare. Ad esempio, domenica il proprietario della Sunday Ventures, società detiene la maggioranza delle quote di Jrl (e quindi del Cesena Fc), ne ha... raccontate tre interessanti. La prima, che Tony Hsu è sempre più centrale all’interno del club bianconero. La seconda, che le squadre bianconere nel cuore di Melby ora sono due: il Cesena e i maltesi dell’Hibernians Fc. La terza, che il Cavalluccio ha allacciato una collaborazione con lo Stabæk, club attualmente al terzo posto in 1. Divisjon (la B norvegese). Insomma, la proprietà del Cesena, e con essa il Cavalluccio, sta allargando i propri orizzonti.
Mike Melby, Tony Hsu e un Cesena che guarda sempre più all’estero, tra la Norvegia e Malta
Melby e Hsu
“Part Owner”: comproprietario. Così, del Cesena Fc, si definisce Tony Hsu. Che della Sunday Ventures di Melby è probabilmente l’investitore principale. In sostanza, a muovere il motore del club bianconero sono soprattutto i soldi di Melby, che sarà presente al Dino Manuzzi anche per Cesena-Cremonese, e quelli di Hsu, che nei suoi profili scrive: «Trascorro il mio tempo tra San Diego, Seattle, Dubai e Cesena». Hsu è amministratore delegato di 3x4 Genetics, azienda all’avanguardia nell’applicazione genomica per migliorare salute e prestazioni sportive, ed è fondatore di Alethea Capital Management.
Melby, Hsu e Malta
Laureato a Berkeley e con un master a Stanford, Hsu ogni anno nel mese di novembre va a Malta per la MedTech World, di cui nel 2024 è stato anche uno dei relatori in un panel dedicato alla medicina personalizzata. Qui ha avuto modo di conoscere tanti imprenditori locali e sua è stata l’idea di “avvicinare” Melby a Ranier Bezzina, proprietario dell’Hibernians Fc, club che a breve diventerà della Sunday Ventures (il cui logo è già presente sulle maglie). Sta invece per sfumare la scalata di Melby all’Avaì, storica società di Florianopolis che milita attualmente nella Brasileiro Serie B. Alla base del mancato accordo ci sono le difficoltà incontrate dagli attuali dirigenti nel trasformare l’Avaì in una Saf (società a responsabilità limitata).
E spunta la Norvegia
Domenica al fianco di Melby c’erano Stian Sunde e Odd Rune Skaret, rispettivamente direttore generale e direttore finanziario dello Stabæk, storico club norvegese di Bærum, un comune a una trentina di chilometri da Oslo. Detto che lo Stabæk ha vinto nella sua storia il campionato norvegese nel 2008 e che è la squadra in cui è cresciuto calcisticamente il nuovo bianconero Emil Bohinen (vi è arrivato a 14 anni e vi è rimasto sette stagioni, debuttando nel massimo campionato norvegese prima di essere ceduto al Cska Mosca), va spiegato il motivo per il quale due alti dirigenti norvegesi fossero in Romagna. L’invito è arrivato loro da Melby, perché sta lavorando ad una collaborazione tra le due società calcistiche. L’obiettivo di Melby è quello di dare un tocco maggiore di internazionalità al Cesena e visto che il calcio norvegese è in grandissima ascesa, l’azionista di maggioranza del Cavalluccio ha pensato di allacciare un discorso con la proprietà dello Stabæk. L’obiettivo sarebbe quello di portare uno o due talenti norvegesi al Cesena per mostrarli al grande pubblico, valorizzarli in un campionato più competitivo per poi provare a venderli (insieme) meglio. Il giocatore più forte della squadra norvegese (terza nella 1. Djvision a 4 punti dalla vetta) è Sebastian Olderheim, classe 2007 che ora è fermo per la rottura del legamento crociato ma che ha già attirato gli interessi di grandi club europei. Tra i profili che il Cesena sta valutando ci sono quelli di un altro 2007 come il terzino destro Filipp Riise (nazionale Under 19 con già 53 partite e 4 gol nella B norvegese), il cui zio John Arne Riise è stato una colonna del Liverpool e ha giocato anche nella Roma, e del 2009 Axel Aamodt, attaccante esterno (2 gol e 3 assist in 13 presenze in B norvegese), figlio di Kjetil André Aamodt, uno dei più grandi sciatori di tutti i tempi, l’unico capace di vincere tre ori in tre Olimpiadi differenti.