La prima vittoria di Diamanti: ha dato un’anima al Cesena dopo mesi di depressione

Quando si dice viaggi di piacere. Per l’ottava volta su nove da quando è nato, sulle ceneri del fallimento, il Cesena Fc ha ottenuto la prima vittoria in campionato in trasferta. Se non alla prima al massimo alla seconda, con unica eccezione rappresentata dalla stagione 2024-2025, quando il neopromosso Cavalluccio di Mignani si sbloccò subito in casa contro la Carrarese e solo alla 13a giornata conquistò un successo in trasferta (sul campo del Cittadella). Un anno fa il primo blitz era arrivato a Pescara al debutto, mentre in precedenza il Cesena si era sbloccato a Pontedera (2023 con Toscano), a Rimini (2022 con Toscano), a Lucca (2021 con Viali), a Perugia (2020 con Viali), a Verona (2019 con Modesto) e ad Avezzano (2018 con Angelini).

Spirito

Dopo le prime due giornate, Alessandro Diamanti ha raccolto 4 punti, ovvero lo stesso bottino di un anno fa e uno in più dell’anno precedente. Dopo mesi di depressione calcistica non si poteva chiedere di meglio non solo in termini di fatturato, ma anche e soprattutto di spirito e di atteggiamento. Il tecnico di Prato finora è sempre stato credibile sul campo ma anche fuori dal campo: a Reggio Emilia, dopo la sconfitta contro il Sassuolo, evidenziò per prima cosa la falsa partenza, con la Sampdoria (e ne aveva tutti i motivi) ha scansato subito gli episodi e la sfortuna, mentre sabato a Chiavari non si è nascosto dietro alla vittoria, ma ha preferito sottolineare quanto sia importante correggere alcuni difetti.

Il Cesena visto al Sannazzari ha approcciato bene, si è appoggiato sulle scorribande di Druiventak, che fa il bello e il cattivo tempo, ma anche sulla solidità di Bisoli e di una coppia di difensori centrali interessante. Quando l’unico obiettivo era blindare il doppio vantaggio prima del riposo, per riordinare le idee e sgonfiare ulteriormente l’Entella, l’episodico gol di Tiritiello ha scombussolato i piani del Cavalluccio, che nella ripresa è entrato male in campo, soffrendo troppo. «Siamo andati in balia degli eventi», ha sottolineato Diamanti, che dovrà lavorare proprio su questo aspetto, dopo aver già dato un’anima e un’identità a una squadra che ha dimostrato di saper soffrire e di adattarsi bene al clima da battaglia della B.

50 special

L’allenatore del Cesena ha poi mantenuto la promessa fatta venerdì in conferenza stampa prima di partire per Chiavari: «Shpendi? Certo che giocherà». E per fortuna. Per il terzo anno di fila in B, il numero 9 bianconero ha segnato 2 gol nelle prime 2 giornate di campionato e questa volta non ha avuto neppure bisogno di un rigore. Nel pieno di un vortice di voci che lo hanno riguardato, Shpendi non ha fatto una piega. Si è tappato le orecchie, è sceso in campo ed ha fatto ciò che aveva sempre fatto nelle 141 partite precedenti: ha onorato la maglia del Cesena. Avrebbe potuto alzare la mano e farsi da parte, come Kean e Ghedjemis (tanto per fare due nomi) al piano superiore, ma non è stato così. Si è fatto consegnare la maglia numero 9, ha abbassato la testa e ha cominciato a correre prima di firmare un gol bellissimo e speciale: il 50°, che gli vale l’aggancio a Salvetti e il 3° posto nella classifica all time dei marcatori del Cesena alle spalle dei miti Hubner e Agostini. La metà è stata realizzata in Serie B, dove Cristian continuerà a giocare (da capire dove) e a segnare con la solita fame e la solita faccia da bravo ragazzo con il vizio del gol.

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