Il calcio è uno sport di squadra in cui, talvolta, la giocata del singolo determina il risultato. Ci sono poi prestazioni di singoli calciatori che, pur non determinando in modo chiaro ed evidente un risultato, finiscono comunque per condizionare una squadra. Se questo capita per una partita o due, ci si limita a definirlo un caso. Quando però da microscopici gli elementi diventano macroscopici il caso diventa evidenza se non addirittura problema. A condizionare, in questo momento storico, in modo negativo il cammino del Cesena è uno di quei giocatori che in estate era stato preso per diventare un valore aggiunto, una guida, una futura bandiera: Dimitri Bisoli.
La faticosa ricerca della migliore condizione: i numeri di Bisoli spaventano il Cesena
Numeri inconfutabili
Non sono soggetti ad interpretazione i numeri legati al rendimento del Cesena quando Bisoli è in campo e quando Bisoli non gioca.
Nelle 9 partite in cui Bisoli è stato assente a causa della pubalgia, il Cesena ha conquistato 18 punti e viaggiato a una media di 2 punti a partita. In quel periodo il Cesena ha battuto Spezia, Sudtirol, Carrarese, Avellino, Modena e Mantova, perdendo contro Reggiana in casa, Bari e Monza in trasferta. In queste 9 partite il Cesena ha segnato 13 gol, ne ha subiti 8 e in tre occasioni la porta è rimasta inviolata.
Nelle 16 partite in cui Bisoli ha giocato, il Cesena ha portato a casa 19 punti, per una media/partita di 1,19. Chiudendo la porta solo contro il Pescara, quando l’ex capitano del Brescia è subentrato al 62’ per Olivieri con il Cesena avanti 1-0 (finirà 2-0). Scendendo nel dettaglio, 11 sono state le presenze di Bisoli tra i titolari e in questi 11 match il Cesena ha ottenuto 10 punti (0,91 punti a partita) grazie a 3 vittorie e ad un pareggio, a fronte di 7 sconfitte. In nessuna di queste 11 partite il Cesena ha tenuto la porta inviolata.
I dati più preoccupanti sono quelli legati ai gol. Bisoli è rimasto in campo per 929 minuti (più recuperi) e in questo lasso di tempo il Cesena ha realizzato 12 gol, compreso quello dello stesso centrocampista a Pescara nel giorno del debutto, e ne ha subiti addirittura 22. In soldoni: una rete incassata ogni 42 minuti e 13 secondi, un gol segnato ogni 77 minuti e 25 secondi.
Sono stati invece 1.321 (sempre più recuperi) i minuti in cui Bisoli ha guardato dalla tribuna o dalla panchina il Cesena. I bianconeri senza di lui hanno segnato 20 gol e ne hanno subiti 12. Tradotti in frazioni di tempo, significa che il Cesena è andato a segno ogni 66 minuti e 3 secondi e ha incassato gol ogni 110 minuti e 5 secondi.
Pubalgia come spartiacque
Se Bisoli è condizionante per il Cesena, la pubalgia ha gravemente condizionato Bisoli. Nelle prime 6 gare di campionato, quando Dimitri stava bene, il Cesena aveva ottenuto 11 punti. Poi i due mesi e passa di assenza, il graduale ritorno contro Padova e Juve Stabia prima delle ultime 8 giornate, in cui è partito 7 volte titolare, sempre ad eccezione della gara con il Pescara, e nelle quali il Cesena ha ottenuto appena 6 punti. Perdendo 6 match tra cui quelli con Bari (unica vittoria dal 2 novembre a oggi), Empoli (unica vittoria nelle ultime 8 gare), Entella (unica vittoria del ritorno) e Avellino (unici punti del ritorno). Se a inizio stagione Bisoli era considerato un giocatore chiave, ora il campo dice che in mediana l’elemento imprescindibile è Francesconi, la cui presenza è balsamica anche per Berti e Castagnetti, più protetti e più liberi di creare gioco. Ed è su Francesconi che Mignani dovrà puntare forte nell’attesa che (come si è fatto con Arrigoni) Bisoli riacquisti la condizione atletica di inizio stagione e che torni a performare da giocatore forte di categoria, cioè il giocatore su cui il Cesena ha pesantemente investito in estate con un ricco triennale.
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