Il Cesena, Mancini e il rebus dei tecnici stranieri: alla Sampdoria voleva un italiano in panchina

Il 25 aprile Cesena e Sampdoria si sono sfidate al Manuzzi. Era la terzultima giornata di campionato e la partita finì 0-0, un pareggio che non sarà possibile replicare a distanza di un mese in un’altra partita da giocare fuori dal campo. L’incrocio che si sta riproponendo tra il club bianconero e quello blucerchiato è destinato a durare più di 90 minuti e ha come protagonista Andrea Mancini, ad oggi l’obiettivo numero 1 del Cesena per ricoprire il ruolo di direttore sportivo nella prossima stagione. A differenza di quanto accaduto al Manuzzi, stavolta dovrà per forza esserci un “vincitore”, perché il figlio dell’ex commissario tecnico azzurro è davanti a un bivio: da una parte c’è una società (il Cesena) che gli vorrebbe affidare la gestione dell’area tecnica dopo averlo conosciuto e dopo essere rimasta piacevolmente colpita dal tipo di profilo, che corrisponde all’identikit tracciato dalla proprietà americana, mentre dall’altra c’è un club (la Sampdoria) che non ha ancora deciso cosa fare da grande dopo due campionati difficilissimi e una situazione societaria ancora da definire. Dentro a questo quadro, al momento c’è solo una grande certezza: il contratto. Mancini Jr è legato al club doriano fino al 30 giugno 2027.

Da Genova

Alla luce del vincolo contrattuale, la palla è ancora nella metà campo della Sampdoria. Joseph Tey, imprenditore e finanziere di Singapore, diventato azionista di maggioranza del club blucerchiato, vorrebbe fare piazza pulita e cambiare il più possibile dopo due stagioni da brividi (ieri ha salutato lo storico segretario generale Ienca), ma il danese Jesper Fredberg, il Ceo dell’area sportiva della Samp, non disdegnerebbe di avere al proprio fianco un dirigente molto apprezzato dall’ambiente blucerchiato come Mancini, per la conferma del quale il popolo doriano ha addirittura aperto una raccolta firme. Al netto di questa incertezza tra le due figure apicali della Sampdoria, che ieri erano insieme allo sponsor day del club blucerchiato, c’è un aspetto da non sottovalutare: il figlio d’arte, pur essendo legatissimo all’ambiente per tanti motivi, non gradirebbe un altro anno da direttore sportivo “ombra”. Mancini, che era arrivato a Genova nell’estate di 3 anni fa all’alba della gestione Manfredi, non era riuscito a ritagliarsi un ruolo da protagonista al fianco di Legrottaglie ed era poi andato via a fine stagione 2023-2024, prima di tornare un anno dopo (nell’aprile 2025) ma a mercato già fatto. In due stagioni, in pratica, Mancini ha operato solo (e bene) nell’ultimo mercato di gennaio, che ha risollevato la Samp e permesso alla squadra di Lombardo di salvarsi abbastanza agevolmente nel finale di stagione. Proprio con Fredberg, probabilmente lunedì (il Cesena conta infatti di decidere martedì tra Mancini e Floccari), ci sarà il summit decisivo, dall’esito del quale si avranno ulteriori indizi sul futuro del 34enne figlio d’arte.

Il nodo Cole

Fin qui la situazione in Liguria. Poi c’è il Cesena, la società con cui il figlio del Mancio ha già avuto più di un contatto nelle ultime settimane. Nel caso la Sampdoria dovesse liberarlo per affidarsi a un altro direttore sportivo (ieri è spuntato il nome di Paolo Bravo), decadrebbe il “problema” del contratto, ma andrebbe affrontata un’altra questione altrettanto importante: la scelta del nuovo allenatore. Come è chiaro dalla fine del campionato, la proprietà bianconera vuole rinnovare la fiducia ad Ashley Cole. Sarebbe dello stesso avviso anche Mancini? Il giovane direttore sportivo, nei colloqui avuti con i proprietari del Cesena, ha detto, in modo saggio, di voler conoscere il tecnico inglese prima di dare un giudizio sull’uomo e sul tecnico e di prendere una posizione. Se dovesse ritenerlo idoneo, non ci sarebbero problemi e verrebbe avallata l’indicazione della società, ma in caso contrario c’è il forte rischio di un nuovo corto circuito. A Genova, nei giorni scorsi, Mancini Jr aveva fatto intendere, in caso di conferma, di volere ripartire da un tecnico italiano, mentre la società blucerchiata (curiosamente allineata al pensiero dei dirigenti bianconeri) è più propensa ad affidare la panchina della Samp a uno straniero. Ed è stato questo il motivo che ha allontanato il club ligure da Andrea Mancini...

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