Cos’hanno in comune il Cesena e la Coppa del Mondo? Apparentemente nulla, se non che quando la stagione si chiude con la rassegna iridata la Primavera bianconera fa spesso la voce grossa in campo nazionale: curiosamente, infatti, i due titoli giovanili del Cavalluccio sono arrivati nel 1982 e nel 1986, la vittoria del Torneo di Viareggio nel 1990 e l’ultima semifinale-scudetto prima di quella di lunedì è datata 1998. Purtroppo per il gruppo di Nicola Campedelli l’epilogo è stato lo stesso di 28 anni fa, una sconfitta bruciante con i rigori sempre di mezzo. Non la lotteria dal dischetto, stavolta, bensì due penalty discussi (specialmente il primo) che hanno portato a un’eliminazione che però nulla deve togliere al grande percorso di questi ragazzi. Così il tecnico nel day after: «Alcuni episodi hanno rovinato una partita comunque molto difficile contro una squadra forte, esperta e pronta sotto tutti gli aspetti. Il Parma ci ha messi in grande difficoltà ma siamo sempre stati in partita, la sconfitta non intacca di una virgola l’orgoglio che provo verso questo splendido gruppo, verso lo staff e verso tutte le persone vicine a noi. Oltre a ciò siamo contenti di essere arrivati fin qui anche perché questo percorso ha consentito ai ragazzi di affrontare partite di grande importanza e difficoltà, con un alto grado di pressione ed emotività da saper gestire, tutto molto formativo per la loro crescita».
Ecco, la crescita. Se l’habitat calcistico più abituale del Cesena dei grandi è sempre stato la Serie B, questa stagione ha invece dimostrato una volta di più come a livello giovanile in generale il pane quotidiano del Cavalluccio sia competere col meglio che c’è in Italia. «Siamo cresciuti a livello di gruppo e anche come singoli – riprende Campedelli – ed essere addirittura riusciti a migliorare i punti del girone d’andata in quello di ritorno (32 e 35, ndr) sottolinea ancor di più la qualità del lavoro, la capacità e il valore di uno staff composto da ottimi professionisti e straordinarie persone. Il Cesena dei giovani se la gioca con i migliori, avremo meno risorse da poter investire dal lato economico ma qui si investe tantissimo sul lavoro quotidiano che accompagna i nostri giovani fin da piccoli: è stato bellissimo vedere questi ragazzi arrivare in semifinale play-off e ci sarà ancora più gusto vederli nel calcio dei grandi, dovranno conquistarsi ogni singola cosa ma hanno le abilità per farlo e hanno i valori per poter dire la loro».
Che questo possa essere anche un monito per la prima squadra? «Non entro nel lavoro altrui, verranno fatte le dovute valutazioni e si vedrà se portare dei ragazzi in ritiro, se aggregarli alla rosa maggiore o far loro fare qualche esperienza lontano dalla Romagna. Di sicuro hanno dimostrato le loro qualità aumentando il loro valore e le loro competenze in un’annata straordinaria».
Ogni discorso sul futuro è rimandato a data da destinarsi: «E’ presto per parlarne, ne discuteremo insieme alla società e si capirà quale sarà la strada da percorrere».
Un singolo momento che possa riassumere la stagione? Campedelli lo trova subito: «Quando ci è stato detto che Bertaccini era fuori pericolo, per noi è stata la vittoria più bella. Un’ulteriore dimostrazione di quanto siamo uniti e di quanto ci vogliamo bene».