Tirato un gran sospiro di sollievo, ora il Cesena può guardare con tanta lucidità in più ai prossimi imminenti appuntamenti. Attenzione però a non farsi travolgere dall’entusiasmo dei tre punti: i numerosi errori tecnici e l’ennesimo gol subito da situazione di vantaggio contro l’Empoli, non possono far star tranquilla una squadra che ha vinto due sole partite da inizio stagione, peraltro senza convincere del tutto.
Sulla strada del cavalluccio si presenta il Sudtirol, una squadra totalmente diversa da quella conosciuta lo scorso campionato e sulla quale aleggiano ancora tante incognite. Il nuovo direttore sportivo Matteo Lovisa (artefice del grande lavoro svolto dalla Juve Stabia lo scorso anno) ha effettuato un mercato che ha rivoluzionato l’11 titolare, con l’unica eccezione rappresentata da Salvatore Molina, capitano e perno assolutamente inamovibile della squadra bolzanina. In panchina, a rimpiazzare Fabrizio Castori che ha concluso la stagione scorsa conquistando la salvezza ai play-out contro il Bari, un allenatore di idee decisamente più moderne come Davide Possanzini, reduce dall’esonero dal Mantova del dicembre 2025.
Il calcio di Possanzini è figlio di quello di Roberto De Zerbi, del quale è stato vice per 7 anni tra Foggia, Palermo, Benevento, Sassuolo e Shaktar Donetsk.
Un calcio fatto di principi più che di dettami tattici rigidi, che si basa sul dominio del gioco e sulla costruzione paziente delle azioni offensive. Per ora tutto ciò ha prodotto 13 punti in nove giornate, tuttavia in un campionato dall’andamento decisamente particolare. Il Sudtirol è stato a due facce: 11 punti nelle 5 giornate precedenti alla sosta per le nazionali e due soli punti nelle ultime 4 uscite, con l’ultima sconfitta maturata contro il Padova all’Euganeo martedì sera, in un match che ha comunque lasciato soddisfatto il tecnico al termine della partita.
Il Sudtirol, grazie alla capacità di tenere il pallone spesso sotto il suo controllo, ha concesso sinora molto poco alle avversarie ed è infatti la terza miglior difesa del campionato al pari di Modena e Juve Stabia (9 soli gol subiti). Altro dato piuttosto singolare (e decisamente antitetico rispetto al Cesena) è la sua capacità di mandare in gol interpreti diversi: le dieci reti realizzate da inizio campionato portano infatti nove firme diverse, con Kenny Mixtur unico giocatore in grado di realizzare più di una marcatura. Un dato che evidenzia come il Sudtirol privilegi la coralità rispetto allo spunto dei singoli interpreti, ma attenzione a non sottovalutare gli uomini di Possanzini. Tra i più pericolosi del 3-4-2-1 biancorosso, Vasco Lopes capoverdiano proveniente dal campionato polacco e Aljosa Vasic, arrivato dal Palermo e già autore di due assist, oltre al già citato Mixtur spesso decisivo a gara in corso e Salvatore Molina, esterno di grande esperienza e, tra le altre, passato in bianconero nella stagione 2014/15.
Il cavalluccio dovrà sfruttare i limiti di uno stile di gioco che porta con sé numerosi rischi, senza però sottostimare una squadra che, anche quando non ha vinto, ha comunque dimostrato di essere entrata in sintonia con la mentalità di Possanzini. Uscire dal Druso con almeno un punto deve essere l’obiettivo dei ragazzi di Diamanti, oltre alla volontà di dimostrare di non sentirsi appagati, continuando a mettere in campo la solita concentrazione e cattiveria agonistica che sono la vera arma di questo Cesena.