Una nuova mozione di fiducia per Michele Mignani. Ciò che era nell’aria già da martedì sera, nella pancia del Manuzzi, è diventato realtà ieri mattina, quando il tecnico di Genova ha varcato i cancelli di Villa Silvia per dirigere l’allenamento. Nonostante una china sempre più preoccupante e un numero spropositato di sconfitte, la linea del Cesena non cambia: avanti con Mignani quantomeno fino alla partita di sabato sera a Modena. A lanciare il salvagente (l’ultimo?) al tecnico bianconero sarebbe stato soprattutto Filippo Fusco, che ha ancora piena fiducia nell’uomo di Genova. Al termine della partita di martedì sera Fusco si è intrattenuto a lungo con Corrado Di Taranto e ha ribadito la volontà di non toccare nulla in panchina, proprio mentre ai giornalisti veniva annunciato un inopportuno silenzio stampa: legittimo non mandare Mignani davanti a microfoni e taccuini, ma un dirigente avrebbe potuto e dovuto spiegare (spendendo anche solo un paio di minuti di tempo) la situazione delicata, sempre in attesa di una dichiarazione ufficiale da parte della proprietà, che ancora non si è espressa da quando il Cesena ha cominciato a sprofondare.
I numeri bocciano Mignani ma il Cesena gli dà fiducia
Crollo
Sabato sera, intorno alle 21.30, si scoprirà se la scelta di confermare Mignani sia stata giusta o sbagliata. Di sicuro è stata una scelta molto coraggiosa, perché in questo momento il Cavalluccio sembra essere caduto in un vortice di negatività e affondato in un mare di problemi che nessuno riesce a risolvere. Martedì sera, contro un Monza superiore (ma lo era anche all’andata, quando il Cesena giocò la ripresa a una porta sfiorando un meritato pareggio), la Romagna bianconera non aveva approcciato male ed aveva pure sfiorato il gol del vantaggio con Shpendi. Non solo: dopo il gol di Azzi, la squadra aveva reagito e pareggiato rapidamente con la splendida fiondata di Frabotta, annullata (forse ingiustamente) dall’ondivago Bonacina. Ma il punto è un altro: se davanti il Cesena continua a ruminare qualcosa e a produrre, anche nelle partite più difficili, la fase difensiva non esiste più da un paio di mesi. A ogni sospiro degli avversari il Cavalluccio prende gol, poi si sgretola e ne prende subito un altro, uscendo inevitabilmente dalla partita. Il film delle gare perse nel 2026, ad eccezione di un paio di casi (Bari in positivo ed Entella in negativo), è sempre stato lo stesso: Mignani non è mai riuscito a intervenire e la squadra ha sempre commesso gli stessi errori e incassato gli stessi gol.
Numeri
Contro il Monza è arrivata l’ottava sconfitta nelle ultime 11 giornate per un totale di appena 7 punti conquistati: se il campionato fosse cominciato a Catanzaro, oggi il Cesena sarebbe ultimo. Tra gennaio e febbraio non c’è stata alcuna svolta, visto che la media-punti dei primi due mesi dell’anno (da 0.75 a partita a 0.80) è praticamente la stessa. Dopo aver battuto alcuni record in positivo all’inizio della stagione, ora il Cesena sta riscrivendo la storia in negativo: in B non era mai capitato di perdere 3 gare consecutive in casa nello stesso campionato. A distanza di 30 anni, invece, la squadra di Mignani ha fotocopiato la stessa striscia nera (la peggiore di sempre tra i cadetti) con cui il Cesena di Tardelli, che era in testa alla ventunesima giornata, chiuse il campionato 1995-1996, salvandosi matematicamente solo a due turni dalla fine dopo un 3-2 casalingo contro la Salernitana. Per non ritoccare questo primato negativo, sabato sera Ciofi e compagni hanno l’obbligo di reagire a Modena, in una gara da non sbagliare. Al momento il Cesena non ha cambiato Mignani, quindi è necessario che Mignani cambi il Cesena.