C’è il Frosinone in arrivo domani al Manuzzi e la difesa del Cesena ha bisogno di certezze

Cesena Calcio
  • 13 marzo 2026

C’era una volta una certezza. Al momento di leggere la formazione del Cesena, dopo Klinsmann, i primi tre nomi erano sempre gli stessi ogni settimana: Ciofi, Zaro e Mangraviti. Se all’andata Mignani non aveva praticamente mai toccato la propria linea difensiva, nel girone di ritorno le cose sono cambiate e quella granitica certezza oggi è evaporata. Nelle ultime 10 partite il tecnico del Cavalluccio ha proposto ben quattro soluzioni diverse ma i numeri non sono mai migliorati, fatta eccezione per la gara di Modena.

Stessa difesa

A differenza di quanto era accaduto nella stagione precedente, durante la scorsa estate il piano di Fusco e di Mignani era ben chiaro per la difesa: gerarchie ben definite, con la conferma di Ciofi e Mangraviti, in mezzo ai quali si è posizionato il totem Zaro, prelevato dal Modena e uomo graditissimo all’allenatore, che lo aveva già allenato in Emilia. Dal debutto sul campo del Pescara all’ultima gara del girone di andata contro l’Empoli, che è stata anche la prima partita del 2026, il Cesena ha mantenuto la stessa difesa per 17 partite su 19. Le due eccezioni sono rappresentate dalle gare contro Carrarese e Juve Stabia, disputate entrambe al Manuzzi: nel primo caso, considerando il turno infrasettimanale, Mignani scelse di concedere una giornata di riposo a Mangraviti e di inserire Piacentini al fianco di Ciofi e Zaro, mentre nell’ultima gara prima di Natale contro le Vespe fu Ciofi a partire dalla panchina per un piccolo fastidio muscolare e al suo posto scese in campo Guidi, al debutto da titolare in B. In tutte le altre partite, grazie anche a un’ottima condizione fisica e ad una apprezzabile allergia alle ammonizioni, la difesa non è mai stata toccata.

Differenze

Anche nelle prime due gare del girone di ritorno, contro Reggiana e Bari, sono scesi in campo Ciofi, Zaro e Mangraviti, mentre la musica è completamente cambiata dal 31 gennaio, giorno di Avellino-Cesena. Al Partenio fu Piacentini a guadagnarsi una maglia da titolare al posto di Mangraviti, allora in panchina per scelta tecnica ma poi rimandato in campo da Mignani 6 giorni dopo contro il Pescara, quando il sacrificato fu capitan Ciofi, inizialmente in panchina per lasciare spazio a Guidi. Nel turno infrasettimanale di Chiavari il tecnico ha dato la prima chance da titolare ad Amoran (fuori Zaro) rimettendo dentro Ciofi e confermando Mangraviti. Sabato 14 febbraio contro il Venezia è arrivato il quarto cambio consecutivo, con Mignani che ha ripristinato la difesa titolare, ma l’ammonizione di Zaro lo ha obbligato a metterci di nuovo le mani nella gara successiva contro lo Spezia, quando le chiavi della difesa sono state di nuovo consegnate ad Amoran. Anche nelle ultime tre giornate la linea difensiva non è mai stata quella della partita precedente: Ciofi, Zaro e Piacentini hanno giocato a Empoli e a Modena, ma in mezzo c’è stata la gara Cesena-Monza con la difesa titolare. Ricapitolando: nelle 10 gare del girone di ritorno, Mignani ha proposto solo quattro volte Ciofi, Zaro e Mangraviti mentre tre volte è toccato a Ciofi, Zaro e Piacentini, che si candidano per essere riproposti anche domani contro il Frosinone. Infine, due “gettoni” per Ciofi, Amoran e Mangraviti e uno per il terzetto Guidi, Zaro e Mangraviti. Dentro a questo frullatore, il Cesena ha peggiorato il proprio saldo di gol incassati con 20 reti subite, cioè 2 a partita. All’andata furono 21 in 19 giornate, praticamente la metà.

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