E’ il 16 luglio e il settore giovanile è ancora in alto mare: povero Cesena come stai scivolando verso il basso

A ben vedere, negli ultimi quattro decenni c’è stato un anno in cui la situazione del settore giovanile del Cesena è stata più incasinata di quella attuale. Prendendo come eccezione l’estate 2018, quella della ripartenza dopo il fallimento quando gli staff delle varie squadre furono assemblati a metà luglio, la stagione peggiore è stata quella 2011-2012. Era il tempo in cui il Cesena pensava di poter scimmiottare il Barcellona. In prima squadra, Igor Campedelli aveva scelto Marco Giampaolo, che era stato folgorato da Guardiola dopo una settimana trascorsa in Catalogna (magari, ora che Pep non allena più un club, il tecnico pescarese si rianimerà). Nel vivaio, Mancini (il dottore commercialista Luca, non il direttore sportivo Andrea...) scelse come responsabile Fernando Argila, spagnolo di Oviedo costruitosi a La Masia, che aveva appena vinto lo scudettino Juniores dilettanti con il Misano. Fu un’estate di passione, con allenatori improbabili (ad esempio Giordani in Primavera) scelti dopo infinite riflessioni. La rivoluzione produsse danni, tecnici ed economici, in prima squadra e nel vivaio.

Questa volta si spera che i danni, tecnici ed economici, si possano in qualche modo evitare. Resta il fatto che quelli che arrivano dal settore giovanile non sembrano segnali di programmazione. Anzi...

Il caso Pozzi

Oggi è il 16 luglio e ancora non è ancora stato ufficializzato nessun allenatore del settore giovanile. Un tempo, al massimo il 15 giugno si conoscevano già tutti gli staff: dalla Primavera ai Pulcini. Tutto ciò che è stato fin qui comunicato, verbalmente ma non per iscritto (in giornata è atteso l’annuncio ufficiale), è che l’allenatore della Primavera sarà Nicola Pozzi. Una decisione «fortemente caldeggiata» da Andrea Mancini a Davide Succi, che per il secondo anno ricopre il ruolo di responsabile del settore giovanile. Perso Nicola Campedelli, andato in C a Forlì, Succi aveva dapprima sondato Claudio Rivalta, rimasto però a Ravenna a fare il vice di Mandorlini, e poi aveva preso la sua decisione. Scegliendo per la Primavera un profilo molto interessante: Nicola Tarroni, ravennate di 54 anni magari poco conosciuto ma molto apprezzato. Uno che ha iniziato a 20 anni nell’Azzurra Rinascita Ravenna ed è arrivato fino alla nazionale, nello staff di Gian Piero Ventura, dal 2016 al 2018. Nel mezzo ha allenato le Primavera di Fiorentina, Reggiana ed Entella, è stato responsabile tecnico del Torino, responsabile del settore giovanile del Matera, si è seduto sulle panchine di Fanfulla e Lecco, ha fatto per anni il vice di Adriano Cadregari ed è stato anceh il vice di Christian Panucci a Livorno. Dopo la nazionale è entrato nello staff di Davide Ballardini, con cui è stato alla Cremonese e al Sassuolo, mentre nell’ultima stagione era al Padova come vice di Matteo Andreoletti. Ora, non potendolo più portare in Primavera, Succi ha offerto a Tarroni la Under 17, anche perché in Under 18 già da due mesi è stato confermato verbalmente Gianluca Zanetti.

Il caso Tamburini

Scendendo, dalla Under 16 alla Under 14 sta succedendo di tutto. Due mesi fa, scelta legittima visto che chi è responsabile deve prendere decisioni, Davide Succi e Fabrizio Faro avevano deciso di non confermare Yuri Tamburini e Nicola Cancelli. Tamburini, avevano spiegato Succi e Faro a chi sta sopra di loro nella piramide societaria, perché non allena da settore giovanile ma da prima squadra; Cancelli, primo allenatore del Cesena ad aver vinto un girone eliminatorio di A & B (Under 15 davanti a Juve e Parma), perché poco “aziendalista” in quanto non faceva giocare i calciatori acquistati da fuori che risiedono in convitto. Pochi giorni fa il clamoroso dietrofront. Non riuscendo a trovare un tecnico per completare l’organigramma, giovedì Succi ha telefonato a Tamburini, con il quale non parlava da mesi, e lunedì si sono incontrati: a Tamburini è stata così affidata la Under 16. Lorenzo Magi, a cui due mesi fa era stata consegnata l’Under 17 e che la settimana scorsa era “tornato” in Under 16, mercoledì 15 luglio ha incontrato Succi, che lo ha fatto “scendere” definitivamente in Under 15. Con Alessio Serafini che resterà in Under 14 nonostante Faro gli avesse promesso una promozione che sarebbe stata inspiegabile: la sconfitta per 12-0 rimediata quest’anno a Parma è la più pesante mai subita da una giovanile del Cesena da quando esistono i campionati nazionali (ed è anche uscito al debutto del Sarti battuto dal Sanpaimola...). Allenatori a parte, a ieri c’erano quasi tutti gli staff incompleti, tra mancanze di preparatori dei portieri e di preparatori atletici.

Il terzo è comodo

Che si debba fare meglio è sotto gli occhi di tutti. Che Succi e Faro siano in difficoltà lo hanno di fatto ammesso loro stessi, chiedendo di essere affiancati da una terza figura tecnica, a cui è stata data la responsabilità dell’attività di base, quella che, stando al comunicato del 28 maggio, avrebbe dovuto seguire Faro. Così il 1° luglio è stato tesserato Daniele Tacconi, nelle precedenti tre stagioni al Torresavio come responsabile del settore giovanile. Ma questa è un’altra storia. Così come è un’altra storia quella che coinvolge i tanti giovani che in questa caotica estate hanno lasciato il vivaio del Cesena.

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