Passione, dedizione e costanza. Sono qualità che non mancano al 53enne cesenate Pierpaolo Monti. Ingegno e passione si mischiano in lui per creare un’opera particolare. In occasione delle celebrazioni, previste per l’ultima settimana di settembre e la prima di ottobre, del 50° anniversario della doppia sfida di Coppa Uefa tra Cesena e Magdeburgo, ci sarà una parentesi dedicata anche al “vecchio” Subbuteo. E, in collaborazione con Romagna Calciotavolo Subbuteo, Monti ha riprodotto le squadre di Cesena e Magdeburgo che si sfidarono all’epoca. Il Cesena con la leggendaria divisa bianca con pantaloncini neri. Il Magdeburgo con la maglia blu interrotta dalla riga bianca verticale sul lato sinistro. Due squadre che resteranno per sempre scolpite nella storia, e che Monti ha fatto “rinascere” in miniatura e che custodisce all’interno di una scatola speciale, decorata da Monti con dettagli come ad esempio le foto dell’epoca e le formazioni delle gare di andata e ritorno.
Il lavoro
«Ho cominciato a lavorarci ad aprile. Su spinta di uno dei motori del Romagna Calcio Tavolo Subbuteo, Vincenzo Chiesa - spiega Pierpaolo - sono preciso e, questa, per me è stata una vera e propria sfida. Intendiamoci bene, mi sono divertito tantissimo, lavorare a questo progetto è stato una valvola di sfogo per scappare dalla quotidianità, dai problemi, dalla noia. Sorridendo alla mia manualità e creatività».
Poi, per quanto riguarda la preparazione: «Ho acquistato su internet, i modelli delle statuine dei giocatori, acquistando anche le basi su cui montare i modelli. La parte più divertente è stata la colorazione: con le bombolette di vari colori, mi mettevo lì, nel mio garage, a lavorare, colorare, staccavo da tutto».
Non è stato facile: «A volte perdevo la pazienza (ride, ndr) magari veniva fuori una righina di troppo e mi toccava correggere, con l’alcol ma fa tutto parte del gioco fatto di passione e divertimento».
Ogni giocatore è unico nel Subbuteo: «Ho cercato di essere il più storico e veritiero possibile. Io sono pignolo, voglio fare tutto preciso. Boranga, ad esempio, ha la maglia rossa. Anche la fascia di capitano sul braccio di Cera è rossa come l’originale, mentre quella di Zapf è gialla. La Coppa Uefa che ho posto al centro del cofanetto in bella mostra, l’ho comprata su un sito. Il pallone, invece, è il più simile possibile a quello che venne effettivamente utilizzato. Sono nato nel 1973 e quelle leggendarie partite mi sono state raccontate. Mi sono documentato, ho guardato tanti video, chiesto informazioni, scoprendo la storia di alcuni giocatori, proprio mentre lavoravo. È stata una bellissima avventura, ci ho messo tanto animo».
Anche la scatola è una parte fondamentale del progetto: «Per arrivare a quella definitiva mi sono serviti 5 prototipi differenti. Che fine faranno? Probabilmente li regalerò oppure li riutilizzerò per un altro progetto».
La Passione
È facile perdersi sul viale dei ricordi: «Amo la manualità. Sin da quando ero un capo scout, progettavo coppe per i giochi di squadra. Oppure, andavo alla mostra scambio di Gambettola, compravo dei giocattoli vecchi, un po’ malandati e li sistemavo».
Poi, il focus torna il Subbuteo: «Ovviamente tifo Cesena. Ma ho anche un’altra fede, per il Torino, una passione che mi ha trasmesso mio padre, che aveva 10 anni ai tempi di Superga. Ho progettato altri set di Subbuteo. Due sul Grande Torino, uno per me e l’altro per un mio collega, con formazione della squadra e le facce di tutti i giocatori da Bacigalupo a Rigamonti, da Menti a Mazzola. Poi ho rifatto il Torino del 1976, l’Olanda di Cruijff, l’Alessandria, perché mi affascinava il grigio, e una squadra in maglia oro. Tutto era partito come uno scherzo, ora è passione smisurata».