Pochi giocatori e pochi marcatori non hanno al momento impedito al Cesena di fare un buon inizio di stagione, al di sopra delle aspettative, dopo un’estate con tanti cambiamenti a livello tecnico. Presto però servirà di più. Intanto, dopo 5 giornate è già tempo di fermarsi e snocciolare i primi numeri può essere utile per evidenziare alcuni aspetti della squadra bianconera.
Diamanti ha ridotto le rotazioni del Cesena
Giocano sempre loro
Il Cavalluccio è ancora imbattuto e Alino Diamanti si sta rivelando il migliore acquisto, il capobranco di una rosa con l’età media più bassa della Serie B e con un solo trentenne (Bisoli). Una rosa, però, utilizzata in maniera più ridotta rispetto a quelle delle altre squadre cadette. Sono 20, infatti, gli elementi impiegati dal tecnico toscano, di cui più della metà (11) sono giocatori arrivati questa estate. Solo l’Ascoli di Tomei ne ha schierati meno (19), mentre l’Entella di Chiappella ha eguagliato il Cesena di Diamanti. Anche il numero di titolari bianconeri è tra i più bassi: 14 come l’Empoli di Pagliuca e il Modena di Galloppa, davanti al solo Mantova di Modesto con appena 13. Questo limitato impiego di giocatori può, da una parte, essere letto come conseguenza del buon momento, in cui c’è stato poco bisogno di modificare. Dall’altra, però, potrebbe essere visto come poca disponibilità di alternative all’altezza dal punto di vista tecnico. A parte la gara contro il Mantova, in cui è stato decisivo l’ingresso del pimpante D’Andrea, nelle altre la girandola dei cambi è stata decisamente più proficua per gli avversari.
Mai titolari
Nel dettaglio non sono mai partiti titolari Debenedetti, Francesconi, D’Andrea, Magni, Schirone e Bohinen (al debutto nell’ultima gara contro la Juve Stabia, diventato il primo norvegese e anche il primo nato in Inghilterra a vestire il bianconero). Non hanno ancora visto il campo un Natta apparso già nelle amichevoli estive non all’altezza della categoria e, penalizzati dagli infortuni, Caprini e Piacentini, che pure avevano giocato in Coppa Italia in casa del Sassuolo. Piacentini, rimasto in panchina a Castellammare, ha stabilito un curioso record nella storia del Cesena: è il giocatore di movimento che ha fatto più volte la riserva in gare ufficiali (68) senza essere utilizzato. Fiori, invece, pur essendo un titolare fisso è l’unico a non avere mai finito un incontro ma è sempre stato sostituito. Frabotta e Debenedetti sono quelli subentrati più volte dalla panchina, 4 ingressi a testa. Per contro non hanno saltato un minuto di gioco capitan Ciofi, il portiere Siano e uno dei due nuovi difensori centrali, Gelli.
Segna sempre lui
Come per le presenze, anche per i marcatori il Cesena evidenzia numeri risicati. Con appena due giocatori, quella romagnola è la formazione di Serie B con meno uomini a segno (al pari di Carrarese e Juve Stabia): Shpendi ha firmato 6 gol, che sono la metà di quelli realizzati nell’intero campionato passato, mentre Fiori appena uno. Se per l’italo-albanese (capocannoniere solitario della Serie B) si può dire “segna sempre lui”, bisogna però aggiungere “segna (quasi) solo lui”. Prima di Cristian, l’unico bianconero ad essere andato a bersaglio in tutte le prime 5 gare di campionato era stato il suo connazionale Florian Myrtaj, che di reti ne aveva firmate addirittura 8 nel campionato di Serie C1 2002-2003. La striscia magica dell’attaccante di Valona si interruppe nel mese di ottobre quando saltò un paio di gare a seguito della convocazione con la nazionale d’Albania e al ritorno sembrò avere perso la via della porta. Un precedente da scongiurare. L’auspicio per Shpendi è che trovi il suo primo gol anche con la maglia delle Aquile e che al rientro si confermi il “Re Mida” del Cavalluccio.
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