“Io sono sempre soddisfatto. Sono una persona felice perché faccio il lavoro più bello. Sono in un campo da calcio tutti i giorni”. Alessandro Diamanti, allenatore del Cesena, ha un suo modo di interpretare il calcio. Ormai è assodato. Una piramide di valori che vede al vertice la passione. “Faccio l’allenatore per vedere i miglioramenti dei miei - giocatori ogni giorno, affinché diano sempre il massimo”. Lo stimolo per queste riflessioni non è stata la vittoria contro il Catanzaro, ottenuta sul campo di casa nel pieno di un match tutt’altro che esaltante sul piano del calcio espresso. A fare la differenza è stato l’atteggiamento del suo Cesena. Un carattere riflesso dell’imprinting dell’allenatore livornese. “I ragazzi sono stati dentro alla fino alla fine – ha detto Diamanti davanti ai giornalisti al termine della partita -. Perché giocavano contro una squadra di valore. Non è stata la migliore prestazione, ma beve così. Sia noi che il Catanzaro avevamo il freno a mano tirato nel primo tempo. Io ho detto ai ragazzi che nel secondo andava levato. L’ho chiesto a Shpendi, come agli altri”. Le lacune maggiore si sono viste in fase di realizzazione. Con gli esterni, malgrado loro, protagonisti. “Gli esterni potevano far meglio? Sì, è vero – ha ammesso-, ma ci stiamo provando. Sono giocatori di valore che ci stanno provando in tutti i modi. E questa vittoria deve stimolarci a continuare così: lavorare moltissimo e crescere”.
La vittoria è arrivata con il primo gol in carriera di Jacopo Gelli, difensore centrale. E Dimannti forse, in questo caso, è stato più un talismano. “Sono contento per Jacopo. Ha segnato il suo primo gol in carriera. Prima della partita l’avevo salutato ricordagli che era impossibile che non avesse ancora realizzato un gol tra i professionisti. Dovrò cambiare il saluto”.