Un carissimo nemico. Sabato al Manuzzi, all’interno della cabina di pilotaggio del Frosinone, ci sarà un giocatore di proprietà del Cesena. A tenere in mano il volante della macchina di Alvini spunterà la sagoma di Giacomo Calò, che in estate il club bianconero ha ceduto ai ciociari con la formula del prestito con diritto di riscatto (fissato intorno ai 300mila euro). Dopo una stagione trascorsa sull’altalena in Romagna, con qualche picco verso l’alto e anche tanti mugugni del popolo bianconero, il centrocampista di Trieste è diventato uno degli insostituibili perni del Frosinone, che Calò ha contribuito a trainare fino al 1° posto (nel girone di andata) e che, negli ultimi due mesi di campionato, proverà a riportare in Serie A all’interno di una stagione da favola. Per il club ciociaro e per lo stesso regista.
Da “scarto” del Cesena a trascinatore del Frosinone: riecco Calò al Manuzzi
Alti e bassi
E dire che, un’estate fa, il Cesena ha fatto di tutto per cambiare il proprio pilota e sbarazzarsi di un centrocampista che non aveva lasciato il segno, anche per colpa non sua, al primo anno di B con il Cavalluccio. Nella scorsa stagione Calò, primo acquisto estivo, ha pagato a caro prezzo la costruzione estiva del centrocampo. I piani di Artico, con l’ex cosentino e Bastoni davanti alla difesa, sono stati ben presto sopraffatti dalla realtà: pur esprimendo un buon calcio, l’assetto iniziale non garantiva filtro e la difesa era obbligata a imbarcare troppa acqua. Non messo nelle migliori condizioni per esprimersi, Calò ne ha risentito pur senza mai disunirsi: il centrocampo a due utilizzato fino a metà ottobre 2024 non era l’abito migliore, poi Mignani è stato intelligente a metterci le mani, abbassando il regista, togliendogli campo e soprattutto affiancandogli due mezzali. Spesso accompagnato da un malcelato brusio del Manuzzi, il regista del Cesena ha chiuso il campionato giocando praticamente tutte le partite (36 presenze complessive), segnando 2 gol decisivi nel ritorno (a Cremona e in casa contro il Palermo) e firmando 5 assist. Nota di demerito: la gomitata a Benali contro il Bari che gli costò 3 giornate di squalifica.
Leadership
A Frosinone la musica è completamente cambiata, perché Alvini gli ha immediatamente affiancato due giocatori molto dinamici come il giovane Cichella e il greco Koutsoupias, senza dimenticare un mediano muscolare come Kone o l’esperto Francesco Gelli, tutte pedine ideali nell’incastro con Jack. A favorire Calò è stato anche il modo di giocare del Frosinone, meno rivolto al fraseggio e molto più verticale, con tanti uomini capaci di correre forte in avanti e di occupare la trequarti (o l’area) avversaria. Il colpo di fulmine è scoccato rapidamente, tanto che Alvini non gli ha mai tolto le chiavi del centrocampo. E i numeri di Calò confermano la bontà del lavoro dello stesso regista e del suo allenatore. Rispetto a un anno fa, con ancora 9 giornate da giocare, l’ex bianconero ha triplicato il numero di gol e raddoppiato il numero di assist: Calò ha infatti già realizzato 6 reti, dimostrandosi infallibile dal dischetto, e soprattutto ha firmato ben 10 assist, che ne fanno il miglior ispiratore della B assieme al palermitano Palumbo. Il Cesena dovrà fare attenzione soprattutto ai suoi piazzati: dalla bandierina o sugli sviluppi di punizioni laterali, infatti, il Frosinone ha spesso fatto male agli avversari e uno dei “segreti” è nascosto proprio nel piede destro di Calò.
© RIPRODUZIONE RISERVATA