Ashley Cole sabato (in tribuna a Budapest) non ha portato fortuna all’Arsenal, il suo primo amore, sconfitto ai rigori dal Psg nella finale di Champions League. L’ex terzino sinistro dei Gunners una settimana prima non aveva... portato fortuna neppure a se stesso, con quell’intervista a The Athletics in cui esaltava il suo lavoro a Cesena («Ho migliorato ogni voce statistica, creando più occasioni di tutti in Serie B, più attacchi pericolosi, maggiori opportunità da gol», ma i numeri dicono l’opposto) e che ha indispettito la proprietà, che si è sentita quasi presa in giro da quelle parole.
Se Cole sia ancora il favorito per la panchina del Cesena non è più scontato. Di sicuro sarà il primo tecnico con cui Andrea Mancini parlerà dopo aver firmato (giovedì o venerdì) con il club bianconero. A insidiare Cole ci sono più tecnici: due debuttanti come Galloppa e Tomei, due reduci da esoneri brucianti come Pagliuca e Possanzini più un “jolly” come Calabro, che però è ancora sotto contratto con la Carrarese e per questo è forse la pista meno praticabile.
Così, con Pagliuca e Possanzini in seconda fila e con Tomei dell’Ascoli impegnato nella finale play-off di Serie C (domani andata a Brescia, domenica ritorno ad Ascoli), l’alternativa più credibile a Cole è Galloppa. Che oltre ad aver dimostrato idee nella Fiorentina Primavera (è il degno erede di Aquilani), è legatissimo a Cesena, una città che è da sempre nel suo destino. Intanto ha sposato una ragazza di Cesena, risiede in pieno centro storico e ha il figlio che gioca nelle giovanili bianconere. Inoltre ha giocato due volte in nazionale e una di queste due partite si disputò al Manuzzi, l’amichevole Italia-Svezia del 2009 vinta 1-0 con gol di Chiellini (Galloppa entrò al posto del debuttante Biondini) mentre l’aspetto negativo è che in un Modena-Cesena 0-0 del 2016, a 30 anni, si ruppe i legamenti crociati anteriori per la quarta volta e di fatto la sua carriera si chiuse a quel punto.
Infine Galloppa, che è seguito da altri due club di Serie B, conosce molto bene il direttore generale bianconero Corrado Di Taranto: dal 2009 al 2015 sono stati insieme al Parma, uno come calciatore e uno come direttore operativo.
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