Dalle parole di Ashley Cole trasudano serenità ed energia. Parla (ancora, sempre e solo in inglese) con calma serafica, cercando di scandire ciò dice perché vorrebbe che tutti lo capissero o quantomeno che chi mirabilmente lo traduce, l’addetto stampa Marchetti, riuscisse a cogliere tutte le sfumature. Il tono di voce di Cole è soave e pacato, mai piatto e riesce a far arrivare in chi lo ascolta tutto il suo trasporto emotivo, tutta la sua immensa passione per il football. Se diventerà un grande allenatore, saranno gli anni a dirlo: di sicuro il suo impatto con il mondo Cesena non è stato banale e gli sono state sufficienti tre settimane per iniziare a lasciare una traccia. Come? Così.
Cole e la settimana corta del Cesena: “So che non siete abituati, ma un break ogni tanto ci vuole”
Il riposo a metà settimana
Mercoledì, a metà di una settimana corta (si è giocato lunedì, si rigiocherà domani), il Cesena non si è allenato. Ma non perché la squadra fosse stanca. Perché il riposo è per Cole importante quanto l’allenamento: «So che in Italia non siete abituati, ma credo sia importante dare un break ogni tanto. Noi in campo lavoriamo duro, con grande intensità, con carichi che anche a detta del nostro “prof” D’Urbano sono superiori a quelli abituali. Visto il grande sforzo che richiedo io in allenamento, serve anche il giusto riposo. L’atleta, che nel week-end è sempre fuori, ha bisogno anche di un giorno per restare con la propria famiglia, con i figli, per chi ha figli. Io l’ho proposto ai miei giocatori e loro non hanno avuto paura di questo cambiamento: lo hanno abbracciato».
Pagina bianca
In campo ha proposto un sistema di gioco più “europeo”, richieste differenti (in alcuni casi molto differenti) e anche facce diverse rispetto a prima. Lo spiega così: «Quando sono arrivato, ho detto ai giocatori che per me, in quel momento, la formazione del Cesena era un foglio bianco. Tutta da riscrivere, con giocatori da scegliere ripartendo da zero. Ho apprezzato la volontà e il desiderio di tutti di seguirmi. Ho parlato con ciascuno di loro per capire le loro personalità, poi ho fatto scelte, che all’inizio sono state anche condizionate dagli infortuni. Giocatori che prima giocavano meno come Corazza, che è un atleta fantastico, e Piacentini, che ha grande leadership, hanno risposto benissimo. Devo dire che ho tanti giocatori di buon livello e, credetemi, qui possiamo costruire qualcosa di speciale. Bisogna continuare ad allenarsi con la dedizione mostrata finora. E con il ritorno di chi era infortunato avremo più soluzioni: ci sarà bisogno di tutti per migliorare la posizione in classifica».
Crescere e crescere ancora
Dopo l’inizio choc di Mantova, la squadra è lievitata con i giocatori che stanno dimostrando una disponibilità esagerata, segno che il tecnico sia entrato in fretta dentro di loro: «Mi fa piacere che siano stati evidenziati i progressi fatti finora dalla squadra, che fin da subito si è sforzata per recepire le novità e mettere in campo i miei dettami. Stiamo senza dubbio migliorando, ma le mie aspettative sono superiori e ora va raggiunto il livello successivo. Era successo contro il Catanzaro e l’ho rivisto contro il Sudtirol: il Cesena ha sempre cercato di fare ciò che avevamo provato in settimana. Con l’intensità e il duro lavoro, miglioreremo e miglioreremo ancora. Ad esempio, in queste mie tre partite siamo andati sempre in svantaggio, quindi è doveroso partire fortissimo fin da subito. Dall’altra parte, sottolineo un aspetto positivo, che è la reazione avuta contro Catanzaro e Sudtirol: abbiamo sempre recuperato, riuscendo in un caso anche a vincere. Però lavoreremo di più per riuscire ad entrare in campo già focalizzati sul match».
Domani a Castellammare di Stabia sarà una sorta di primo spareggio play-off: «Con la Juve Stabia sarà una partita molto difficile ma se vogliamo salire di livello, ben vengano queste partite. Da giocare senza paura, come fatto contro Catanzaro e Sudtirol. I giocatori non vedono l’ora di giocare: sanno cosa li aspetta dal punto di vista ambientale e anche dal punto di vista tecnico. La Juve Stabia ha centrocampisti tecnicamente validi e mobili ed esterni molto bravi nell’uno contro uno. Noi dovremo essere compatti e uniti, essere bravi a sfruttare le opportunità. Di sicuro più bravi rispetto a sabato perché contro il Sudtirol avremmo dovuto fare nostra la partita nel primo tempo».
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