Dalla scrivania alla panchina. Dopo aver scelto il nuovo direttore sportivo Andrea Mancini, che sarà ufficializzato tra giovedì e venerdì (domani farà la rescissione consensuale del contratto che aveva con la Sampdoria) e sarà presentato quasi certamente lunedì 8, il Cesena dovrà occupare l’ultima casella ancora vuota e riservata all’allenatore che guiderà la squadra nella prossima stagione.
Al vaglio di Mancini junior e della proprietà ci sono (almeno) quattro o cinque nomi, oltre a quello di Ashley Cole, la cui conferma sembrava scontata fino all’inizio della scorsa settimana mentre oggi non lo è più. Tecnico inglese a parte, al momento ci sono due tipi di profilo diversi sul tavolo: il Cavalluccio segue tecnici in cerca di riscatto come Guido Pagliuca o Davide Possanzini (entrambi reduci da un esonero dopo due ottime stagioni con Juve Stabia e Mantova, portate in B due anni fa) o debuttanti assoluti come Francesco Tomei e Daniele Galloppa. La posizione del primo è subordinata al risultato dell’Ascoli, che tra questa sera e domenica giocherà la doppia finale play-off contro l’Union Brescia (dovesse salire in B resterebbe nelle Marche), mentre il secondo ha tanti estimatori tra i cadetti, a partire dal Modena, che due giorni fa ha incontrato l’ormai ex tecnico della Fiorentina Primavera campione di Italia. Ci sarebbe poi un quinto profilo, quello di Antonio Calabro, che ha deciso di chiudere la sua esperienza con la Carrarese: sta discutendo per la rescissione con il club toscano, ma su di lui ci sarebbero al momento un paio di “big” del campionato cadetto. In attesa di scoprire il nome del nuovo allenatore del Cavalluccio, in riva al Savio potrebbe rinnovarsi una tradizione che ha caratterizzato la storia del Cesena, sia nel calcio di una volta che negli anni Duemila: il lancio di un debuttante.
Fischi e applausi
Gli ultimi esperimenti non sono andati a buon fine, ma in precedenza lo stadio Dino Manuzzi era stato il trampolino di lancio di tanti allenatori. Ashley Cole è stato l’ultimo debuttante ad aver allenato il Cesena con risultati non certo apprezzabili: appena 6 punti nelle ultime 8 giornate del campionato 2025-2026 e una qualificazione ai play-off buttata via grazie a 7 punti persi sull’Avellino nelle già citate 8 giornate...
Prima del tecnico inglese, l’ultimo debuttante sulla panchina bianconera era stato curiosamente l’attuale allenatore del Cesena Primavera, ovvero Nicola Campedelli, al quale il fratello Igor aveva affidato, nell’estate del 2012, la panchina di una squadra appena scesa in Serie B dopo un campionato disastroso iniziato con Giampaolo, proseguito con Arrigoni e chiuso con Beretta. Sia Cole che Campedelli hanno terminato la loro esperienza tra migliaia di fischi, mentre hanno raccolto solo applausi Pierpaolo Bisoli e Fabrizio Castori, ovvero gli altri due allenatori debuttanti in B negli Anni Duemila. Il tecnico marchigiano, reduce dalla promozione conquistata nel play-off di Lumezzane nel 2004, chiuse il suo primo campionato di B con una comoda salvezza, mentre l’uomo di Porretta riuscì addirittura a festeggiare la doppia promozione dalla Prima divisione Lega Pro alla Serie A, conquistata nella stagione da debuttante in Serie B.
Trampolino di lancio
Tornando ancora più indietro, resta memorabile la prima avventura tra i cadetti (ma in corsa) di Alberto Cavasin, uomo-copertina della splendida cavalcata nella stagione 1998-1999, che poi gli valse la chiamata del Lecce in Serie A. Il tecnico veneto era subentrato a Corrado Benedetti, che aveva debuttato tra i cadetti in una stagione maledetta, era reotrcesso, era stato confermato da Lugaresi e aveva poi vinto la C1. In Serie B è stato lanciato dal Cesena anche Attilio Perotti (1991-1992), che ha poi raccolto tante soddisfazioni soprattutto altrove, riuscendo anche ad arrivare in Serie A. A proposito di Serie A, il Cesena nel massimo campionato ha “regalato” la prima volta in panchina a cinque tecnici. I due casi più celebri riguardano Albertino Bigon e Marcello Lippi, entrambi sbocciati in Romagna, rispettivamente nel 1987 e nel 1989, dopo essere stati pescati in C1 e poi capaci di vincere almeno uno scudetto altrove (Bigon nel Napoli di Maradona, mentre Lippi ha anche vinto una Coppa dei Campioni con la Juventus e soprattutto un Mondiale con l’Italia). Indimenticabili anche le esperienze di altri due “deb” come Eugenio Bersellini (11° posto nel 1973-1974) e Pippo Marchioro (6° nel 1975-1976), all’esordio come il suo predecessore. Anche Bruno Bolchi debuttò in Serie A con il Cesena, che però non riuscì a salvare nella stagione 1982-1983. Ma di soddisfazioni se ne sarebbe tolte tantissime più avanti.
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