Fontana in porta; Magni, Piacentini e Natta in difesa; D’Andrea, Francesconi, Bohinen, Bertaccini e Schirone a centrocampo; Caprini e Debenedetti davanti. Tralasciando una evidente falla sulla fascia sinistra, dove manca un mancino di ruolo, dal punto di vista squisitamente numerico i conti tornano: ad oggi potrebbe essere proprio questa la formazione dei bianconeri “invisibili”, ovvero gli 11 giocatori del Cesena che Diamanti non ha mai schierato dal primo minuto nelle prime cinque partite. L’assortimento non manca e riguarda tutte le zone del campo: ci sono un portiere, tre difensori centrali, quattro centrocampisti, due esterni offensivi e un centravanti. In questo elenco c’è chi non è stato assistito dalla buona sorte nel primo mese e mezzo della nuova stagione, c’è chi è arrivato in ritardo e aveva bisogno di ritrovare la migliore condizione, ma c’è anche chi non è stato ancora ritenuto pronto o idoneo alla Serie B e chi deve momentaneamente “arrendersi” alle gerarchie ben definite in alcune caselle. Insomma, una sala d’attesa molto trafficata dalla quale il tecnico dovrà cominciare ad attingere alla ripresa del campionato, per allungare le rotazioni e non spremere troppo i 14 giocatori schierati finora dall’inizio.
Cesena, un undici “invisibile” che aspetta la sua occasione
Difesa
Se Fontana è il vice disegnato di Siano, che si è ben comportato in questo primo segmento di stagione (sia con le mani che con i piedi), l’oscar alla sfortuna lo ha già vinto Matteo Piacentini, sempre utilizzato da Diamanti durante la preparazione estiva e schierato da titolare al debutto in Coppa Italia sul campo del Sassuolo. Per colpa di uno stiramento non grave ma fastidioso, il difensore centrale di Maranello si è accomodato ai box sul più bello e in campionato ha lasciato spazio al tandem Ilic-Gelli, che per ora non ha sbagliato un colpo. Al suo fianco, in panchina, hanno sempre trovato posto Vittorio Magni e Mark Natta: per trovare una partita da titolare del primo bisogna tornare alla sfida casalinga della scorsa stagione contro il Pescara (unico gettone dal primo minuto in B), mentre quest’anno le presenze sono state due da subentrato (contro Sampdoria e Juve Stabia) per un totale di 55’. Il misterioso australiano, invece, non ha mai messo piede in campo.
Centrocampo
Rispetto al girone d’andata della scorsa stagione, il bianconero che ha cambiato abitudini è Matteo Francesconi: con Mignani giocava sempre, con Diamanti per ora si è dovuto accontentare di 3 spezzoni per un totale di 78 minuti, praticamente gli stessi che aveva racimolato nell’ultima (e anche unica) gara da titolare disputata con Cole lo scorso 17 marzo a Mantova. Se il debuttante Luca Schirone è sceso in campo solo al debutto contro la Sampdoria (15 minuti finali con assist sprecato da Frabotta al 93’), il giocatore dal quale è lecito attendersi un deciso cambio di passo al rientro dalla sosta è Emil Bohinen. Queste settimane senza campionato stanno riportando a temperatura il norvegese, che nella scorsa stagione ha giocato solo una partita da titolare (il 2 novembre 2025 in Catanzaro-Venezia) e che non gioca una partita intera dal 13 maggio dello stesso anno, in occasione di Sassuolo-Frosinone. Il baby Bertaccini ha pagato qualche acciacco fisico, ma è già sceso in campo con la Primavera.
Attacco
All’appello dal primo minuto mancano anche due esterni e un centravanti: Luca D’Andrea, Maat Caprini e Alessandro Debenedetti. Quest’ultimo è subentrato in 4 partite su 5 giocando 63 minuti, ma davanti ha il capocannoniere del campionato che per ora non ha sbagliato un colpo. D’Andrea è stato determinante contro il Mantova, fornendo l’assist decisivo proprio a Shpendi, ma per ora è sceso in campo solo due volte per un totale di 57 minuti: il mancino di Ponticelli non gioca una partita da titolare dal 2 marzo 2025, quando indossava la maglia del Brescia. Per l’ex viola Caprini vale il discorso fatto per Piacentini: schierato da titolare in Coppa Italia, ha pagato a caro prezzo un infortunio muscolare che sembra molto più grave del previsto.
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