La stagione del Cesena si è conclusa nel modo più assurdo. Per quanto successo durante e dopo la partita, per quello che il Cesena non è riuscito a esprimere per tutto il girone di ritorno, ma in particolare nel breve regno (interregno?) di Ashley Cole.
Ebbene, per la prima volta da quando il Cesena è di proprietà americana, il risultato è stato peggiore di quello ottenuto nella stagione precedente. Quando la Jrl, allora di John Aiello e Robert Lewis, entrò nel dicembre 2021, il Cesena era in terza posizione. Che la squadra allenata da William Viali mantenne fino al termine della stagione, chiusa dall’eliminazione al debutto nei play-off di C contro il Monopoli. Nel campionato successivo, il Cesena arrivò 2° nel Girone B di Serie C alle spalle della Reggiana, fallendo l’assalto alla promozione in semifinale play-off contro il Lecco. Mimmo Toscano si riscattò nella stagione 2023-2024 con una promozione in B trionfale e a suon di record. Anno scorso il 7° posto tra i cadetti, al debutto in categoria, con Michele Mignani in panchina e un preliminare play-off a Catanzaro perso in modo immeritato dopo aver colpito un palo con Adamo e fallito un rigore con Shpendi sullo 0-0. Ora un 11° posto, con una discesa libera iniziata da Mignani nel girone di ritorno e con un finale inaccettabile griffato da Ashley Cole (6 punti in 8 giornate, media di 0.75 a partita, che proiettata su un intero campionato porterebbe a conquistare 28.5 punti con ultimo posto garantito e inattaccabile...). Cole, arrivato dopo 30 giornate in cui il Cesena era sempre rimasto nelle prime 8, è stato capace di portare la squadra per la prima volta fuori dai play-off alla 36a giornata e infine a farle perdere tre posizioni.
Finale assurdo per quanto accaduto ma anche per quanto (purtroppo) visto venerdì sera. A partire da una squadra istruita poco e male, esageratamente lunga, incapace di rallentare l’incedere avversario, vulnerabilissima al centro a causa di una coppia di mediani Bisoli-Bastoni che in Serie B non può circolare (inconcepibile come Castagnetti e Francesconi, sempre presenti nei momenti migliori del campionato siano spariti dai radar con Cole), una squadra disordinata e priva di equilibrio. Di leggermente positivo il fatto che sia stata più pericolosa di quanto fatto nelle 7 partite precedenti, ma questo grazie anche alla pochezza di un Padova indifeso e indifendibile ma comunque vivo davanti e capace di segnare 4 gol e di sfiorarne almeno altri due.
Nella gara di venerdì Cole ha confermato di essere ancora molto lontano dal poter diventare un buon allenatore. Da quando è arrivato ha voluto stravolgere in un giorno quanto costruito dal suo predecessore Mignani in 18 mesi, ha obbligato una squadra costruita per giocare a tre a centrocampo (ah, quanto ha pesato l’assenza di un direttore sportivo...) ad adattarsi, malissimo, al 4-2-3-1 e poi ha alimentato il caos partita dopo partita con scelte difficili da comprendere sui singoli giocatori e sul loro posizionamento in campo.
Ma venerdì la lucidità è mancata in primis al presidente John Aiello, che a metà primo tempo ha fatto invasione nel recinto di gioco per fortuna senza entrare in campo come fece lo sceicco Fahad Al-Ahmed Al-Sabah in Francia-Kuwait del Mondiale 1982 perché bloccato da Treossi. E ieri è arrivata puntualmente un’ammenda di 10mila euro “per essere, al 35’, a giuoco in svolgimento, entrato indebitamente nel recinto di giuoco per contestare una decisione arbitrale; infrazione rilevata dal Quarto Ufficiale”.
In attesa che il comando venga preso da Mike Melby, va chiarita in fretta la posizione dell’allenatore. Che venerdì in sala stampa ha fatto capire di avere dubbi (lui?) sul da farsi, ma che ai giocatori ha detto chiaramente che a luglio sarà di nuovo qui alla guida del Cesena. La decisione su Cole è vitale per il futuro del club bianconero e va pesata e pensata non bene, ma benissimo. Cole ha un grande passato da calciatore, è una persona educata e a modo, ma come tecnico ha dimostrato lacune enormi. Se si vuole continuare con lui, bisogna che al suo fianco ci sia un direttore sportivo di spessore (il debuttante Floccari potrebbe essere un rischio very dangerous) e uno staff tecnico all’altezza, quindi completamente differente da quello attuale. E poi bisognerà sperare nell’aiuto della provvidenza, perché dal timore per ciò che potrà essere l’anno prossimo con Cole in panchina al terrore per ciò che farà Cole il passo è breve.
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