Cesena-Sudtirol è la sfida tra Cole e Castori: il debuttante contro il primatista di panchine

Al netto di giorni e orari improponibili (lunedì di Pasqua alle 12.30, 25 aprile alle 19.30, 1° maggio alle 15...) ci si prepara per il gran finale: sei partite che modelleranno una classifica che ha fin qui visto il Cesena sempre presente nelle prime 8 posizioni. La ripartenza, prevista per lunedì 6 aprile all’ora di pranzo contro il Sudtirol, sarà indicativa nonché. Intanto perché arriva una squadra staccata di 5 punti dal Cesena e desiderosa di dare un ultimo assalto ai play-off, poi alla luce di chi siede sulla panchina dei bolzanini.

Un uomo, tanti record

Fabrizio Castori è semplicemente l’uomo dei record. Primatista assoluto per panchine per quanto riguarda il campionato di Serie B e primatista per quanto riguarda la storia del Cesena. Il 3 marzo a Reggio Emilia, ha tagliato il traguardo delle 1.500 partite da allenatore. «Se ne ho fatte così tante non è perché sono vecchio, ma perché ho iniziato ad allenare giovane», ama ripetere il tecnico nato a San Severino Marche l’11 luglio 1954 e che nel 1980 assunse il ruolo di allenatore-calciatore della Belfortese, in 2a Categoria, dando il via ad una carriera straordinaria. Fatta di partite e di trionfi. Ha vinto la 3a Categoria con il San Patrignano da “tecnico-volontario” (iniziò a dare una mano alla squadra della Comunità a Pasqua 2004 e per oltre un anno, mentre era sulla panchina del Cesena in Serie B, la guidò insieme all’allenatore Manzaroli), la 1a Categoria con il Camerino (con cui vinse anche la Coppa Avvenire), la Promozione con il Cerreto, l’Eccellenza con il Tolentino, la Serie D a Tolentino e a Lanciano (con cui conquistò anche lo scudetto dilettanti), la Serie C2 a Lanciano, la Serie C1 con il Cesena (facendo doppietta con la Coppa Italia Serie C), la Serie B con il Carpi e con la Salernitana. Gli mancano solo la 2a Categoria e lo scudetto. Volendo gli è sfuggita pure la salvezza in A. Ma a Carpi nel 2015-2016 non fu certo per colpa sua: non ci fossero stati l’esonero dopo 6 turni, l’interregno di Sannino (con ritorno di Castori alla vigilia della 12a giornata) e i due rigori parati da Marchetti in Carpi-Lazio alla penultima giornata, beh avrebbe compiuto pure questa impresa.

Quella di lunedì sarà la partita numero 1.505 di Fabrizio Castori da allenatore, la 947a tra i professionisti (46 quelle in Serie A), oltre alle 558 tra i Dilettanti. Alla ventesima stagione in Serie B, Castori il 1° maggio 2025 ha raggiunto il record di 572 presenze in campionato. In totale, tra campionato, play-off e partite di Coppa Italia alla guida di squadre cadette è arrivato a 632 sedute in panchina. Anche a Cesena ha fatto la storia: è il primatista assoluto tra gli allenatori del Cavalluccio con 253 panchine tra Serie B (191, play-off compresi), C1 (38, play-off inclusi), Coppa Italia (24) e Coppa Italia Serie C (10) che ha vinto nel 2004. Con cinque stagioni consecutive, dal 2003-2004 al 2007-2008, Castori è anche il tecnico che vanta la maggiore continuità alla guida del Cesena. Debuttò il 17 agosto 2003 contro il Livorno in coppa Italia davanti 2.200 tifosi, l’ultima da tecnico bianconero, il 18 maggio 2018, c’erano 16mila tifosi ad acclamarlo per la salvezza raggiunta in Serie B contro la Cremonese, in quella che sarebbe stata (all’insaputa di tutti...) l’ultima partita dell’Ac Cesena prima del fallimento.

Cole, il nuovissimo che avanza

Di fronte a Castori ci sarà Ashley Cole, che è, tra tutti gli attuali 20 tecnici di B, quello con il minor numero di panchine in carriera: appena 2. Ciò che è stato il Cole giocatore lo sanno tutti gli amanti del calcio; ciò che sarà del Cole allenatore è tutto da scoprire. Con curiosità. Con attenzione. Con ammirazione in quanto Cole ha dimostrato fin dal principio di essere un uomo ricco di coraggio: ha lasciato un contratto a tempo indeterminato con la Federcalcio inglese per mettersi in gioco in un campionato che mai aveva frequentato, in una città e in uno stadio in cui era stato una volta da calciatore della Roma, in una nazione che ama ma che conosce il giusto. In tre giorni, da giovedì 12 marzo, quando si è imbarcato da Heathrow, a domenica 15, quando ha assunto la guida del Cesena, ha messo sottosopra il suo mondo e quello del Cesena. Ha affrettato la rivoluzione che aveva in testa (ma del disastro di Mantova si è assunto immediatamente tutte le responsabilità) in quanto non aveva subito percepito la sensibilità di un gruppo sano, che era rimasto sconvolto dall’esonero di Mignani. Un gruppo sano che gli ha presto aperto spogliatoio e tutto il resto. E Cole è entrato subito nel cuore e nell’anima dei suoi giocatori. Per l’impegno, per la serietà e per la volontà che mette ogni giorno a Villa Silvia, per l’umiltà, per la disponibilità e per il rispetto proprio della sua persona, per la qualità, per l’innovazione e per l’intensità dei suoi allenamenti. Sarà poi il tempo a dire se diventerà un grande allenatore o anche solo se potrà essere parte di una storia bianconera che Castori ha contribuito a scrivere per 253 partite.

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