Quello di ieri sera allo stadio Dino Manuzzi dovrebbe essere stato uno degli ultimi impegni ufficiali di Corrado Di Taranto da dirigente del Cesena Fc.
A margine della serata “Tutti in campo per un calcio integrato”, il direttore generale ha parlato ufficialmente e a precisa domanda ha risposto: “Sul mio futuro mi riservo un momento di riflessione. Oggi (ieri, ndr) siamo qua per il calcio integrato”.
La trattativa con il Padova, comunque, procede spedita. Anzi, la scelta da parte dei dirigenti veneti è stata già fatta. Per il proprietario e azionista di maggioranza del club, l’imprenditore Alessandro Banzato di Acciaierie Venete, l’amministratore unico del Padova dovrà essere, nel momento in cui entrerà in carica il nuovo Cda (intorno al 10 novembre), Di Taranto. Che ha battuto Alessandro Antonello, per tanti anni all’Inter e nella passata stagione al Marsiglia. Ora la palla è nel campo di Di Taranto, che deve prendere una decisione. Il fatto che già da una quindicina di giorni abbia avvisato tutti gli azionisti per dire loro di avere ricevuto una proposta lavorativa dal Padova, sembra presupporre un doloroso divorzio.
La scelta è ormai fatta
La proprietà del Cesena, per non farsi trovare impreparata, si è subito mossa e avrebbe già trovato la soluzione. Se Di Taranto partirà, il suo posto nel club romagnolo sarà preso da Sandro Mencucci. Candidatura che arriva direttamente da Melby e dal suo avvocato italiano Salvarezza, che conosce Mencucci da anni e lo apprezza. In fondo, furono gli stessi Melby e Salvarezza a scegliere Di Taranto nell’estate 2024.
Chi è Mencucci
Di professione dottore commercialista, il 65enne Mencucci è entrato nel calcio quasi per caso nel 2002. A introdurlo è la famiglia Della Valle, che quando fa risorgere la Florentia Viola in C2 dalle ceneri della Fiorentina vuole Mencucci con sé. Fiorentino doc, Mencucci resterà amministratore delegato viola per 17 anni. Con i Della Valle crea il modello Fiorentina fatto di equilibrio economico, competenza tecnica, investimenti nel settore giovanile, cultura sportiva e solidarietà (dal 2009 al 2020 il club ha sostenuto i progetti di Save the Children con 250mila euro all’anno). Con Mencucci, la Fiorentina parte dalla C2 ed entra nel club delle “sette sorelle”. Vola in A in due anni (grazie ad un doppio salto tutt’altro che limpido dalla C2 alla B avvenuto nell’estate 2003), quindi si insedia in Europa, partecipando per tre anni all’Europa League e dal 2008 per due stagioni in Champions League, eliminando anche il Liverpool nel 2010.
Nel 2020, un anno dopo aver chiuso il capitolo con la Fiorentina, Mencucci va in Inghilterra e anche grazie a lui il Leeds vince la Championship, tornando in Premier League dopo 16 stagioni. Torna in Italia nel maggio 2022, andando a fare l’amministratore delegato del Lecce, dove riforma il tandem con Pantaleo Corvino che tanto bene aveva funzionato a Firenze. Il 5 agosto 2026, dopo 4 salvezze consecutive dei salentini in Serie A, ha rassegnato le dimissioni. Ora è pronto a ripartire. Dal Cesena in Serie B.
© RIPRODUZIONE RISERVATA