Cesena, possesso palla inefficace: appena 21 tiri nello specchio

L’inflessibile Var e uno dei pali delle porte del Vigorito hanno respinto sabato il Cesena, che per la prima volta in campionato non solo è stato sconfitto, ma è anche rimasto a secco di gol. Nel giorno in cui si è fermato Shpendi, sono stati Bisoli e Guidi a smoccolare con la tecnologia e con la dea bendata, mentre l’altro bianconero ad essere andato in palla-gol è stato Fiori, l’unico ad aver impegnato il portiere sannita Vannucchi. Il Cavalluccio è uscito dal club delle squadre capaci di segnare almeno un gol in tutte le partite, che ora comprende la capolista Palermo, la sorpresa Mantova, la corazzata Verona e il prossimo avversario dei bianconeri, ovvero l’Avellino. Mentre la squadra che ha trovato il gol in meno partite (solo due, di cui una al Manuzzi) è stata curiosamente la Cremonese, a secco in ben 4 giornate su 6.

I pochi tiri

Sabato, sotto il diluvio di Benevento e contro un avversario in fiducia e reduce da due vittorie consecutive, il Cesena non ha sbagliato l’approccio alla partita. Anzi, nei primi 25 minuti ha tenuto in mano costantemente il volante della gara, piantando le tende nella metà campo dei padroni di casa e alzando un pressing spesso feroce. Ma, all’atto pratico, gli uomini di Diamanti non sono mai riusciti ad andare al tiro né prima del gol di Siatounis, né dopo l’1-0 segnato in contropiede dall’ex centrocampista dell’Entella. L’indice di pericolosità del Cesena continua ad essere troppo basso rispetto alla mole di gioco prodotta o alle percentuali sul possesso palla. Ciofi e compagni tengono quasi sempre il pallone più dell’avversario, completano quasi sempre più passaggi, ma poi tirano meno di gran parte delle altre squadre. Benevento-Cesena fotografa perfettamente questa tendenza: al Vigorito i bianconeri hanno tirato in porta solo due volte (il tiro di Fiori parato da Vannucchi e il palo di Guidi) contro le 6 conclusioni nello specchio dei padroni di casa, che hanno interpretato molto bene la partita, chiudendosi a riccio con tutti i giocatori dentro la propria trequarti e alzandosi in contropiede grazie all’ottimo lavoro di sponda di Salvemini e agli inserimenti di Lamesta, Okereke, Cherubini e di due interni di centrocampo dinamici come Kouan e Siatounis. Tornando al dato sui tiri in porta, dopo 6 giornate il Cesena è terzultimo. Solo l’Arezzo (18 conclusioni nello specchio) e l’Empoli (20) hanno fatto peggio del Cavalluccio, che ha concluso nello specchio 21 volte (3 tiri e mezzo a partita). Subito sopra ci sono Vicenza e Virtus Entella (22 tiri in porta a testa), poi Sudtirol e Padova a quota 23, quindi Catanzaro e Cremonese (24) e poi tutte le altre, con ben tre squadre al comando: Modena, Palermo e Pisa, che hanno effettuato ben 44 tiri nello specchio a testa. Il dato migliora leggermente se si considerano tutti i tiri effettuati, cioè anche quelli respinti e terminati sul fondo: la squadra di Diamanti sale a 71 e si mette dietro il fanalino Empoli (57), il tandem Sudtirol e Avellino (63) e la Cremonese (66).

Le (poche) bocche da fuoco

Il Benevento ha avuto il grande merito di fermare Shpendi, che al Vigorito è stato pericoloso solo una volta, al 65’, ma Saio gli ha deviato in corner l’unico tiro in porta della sua partita. Il problema del Cesena è che, proprio nel giorno in cui non ha segnato il capocannoniere del campionato, non è arrivato in soccorso nessun “piano B”: Fiori resta l’uomo più pericoloso del Cavalluccio e i primi 45 minuti trascorsi in panchina non sono stati una buona idea, Guidi ha sdoganato il concetto di “tiro da fuori” ma non è stato fortunato, mentre gli altri continuano a latitare in zona-gol, per non parlare delle palle inattive. Dalla prossima partita serviranno nuove soluzioni e possibilmente nuovi gol per muovere in modo serio la classifica.

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