Il passo avanti di Mike Melby e il contemporaneo passo indietro di John Aiello erano attesi da tempo. Il Cesena da 4 anni e mezzo è di proprietà della Jrl ma le quote all’interno della controllante sono state oggetto di cambiamenti in questi ultimi mesi (anche in seguito all’aumento di capitale di 422mila euro del 16 gennaio) che il club bianconero ha il dovere di comunicare alla Figc come da articolo 20/Bis delle Noif.
Cesena, Melby, Cole e un amico in comune: in dicembre la prima chiacchierata
Melby e Cole
Che Melby sia per tanti aspetti ma non per tutti (si vedrà) la figura centrale lo dimostra la scelta di Ashley Cole. Il primo colloquio tra i due avvenne in dicembre, quando Melby sembrava a un passo dall’acquisizione dell’Avaì, società brasiliana con cui è ancora in trattativa. A fare da tramite tra Melby e Cole un ex calciatore sudcoreano-americano amico di entrambi, Ryan Caugherty. Melby e il suo avvocato italiano Salvarezza parlarono in call conference con Cole, per il quale 4 mesi fa si pensava a un ruolo di responsabile della “multiclub ownership” che Melby intendeva creare con il Cesena, l’Avaì e l’Orange County. Poi, dopo il ko interno con il Monza, a Melby tornò in mente quel colloquio, riparlò con Cole e gli propose la panchina del Cesena. La risposta di Cole arrivò il giorno dopo Modena-Cesena e a quel punto a fare da acceleratore fu John Aiello.
La vera conoscenza
Ora più che il nome del nuovo presidente, che sarà al 99 per cento Melby, Cesena pretende chiarezza. E la proprietà deve rispondere creando un progetto, scegliendo i professionisti in grado di portarlo avanti e fornendo loro i mezzi. Va creata una squadra di lavoro solida. Una squadra. Una sola squadra. Un’unica squadra. Non le due che hanno viaggiato più o meno in parallelo per tutta la stagione e che si sono incrociate, anzi scontrate in modo fragoroso, in occasione dell’esonero di Mignani. Con i professionisti italiani (Di Taranto e Fusco, che ha poi deciso di uscire di scena perché scavalcato) che hanno avuto la peggio sui “paraproprietari”, legati sì alla proprietà ma che non rappresentano l’intera proprietà. E’ tutta questione di competenza. Anzi, è tutta questione di conoscenza: intesa come sapere, non come legame.
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