In rigoroso ordine alfabetico: Ashley Cole, Daniele Galloppa, Guido Pagliuca e Davide Possanzini. Nella prossima stagione, salvo sorprese, sulla panchina del Cesena siederà uno di questi allenatori. Detto che in due giorni sono stati staccati 342 abbonamenti (192 ieri), il compito di scegliere l’allenatore spetterà ad Andrea Mancini, che ieri ha firmato in via telematica il contratto di un anno con opzione per la stagione successiva e oggi sarà annunciato quale direttore sportivo bianconero. Da lunedì, giorno della sua presentazione, in poi ogni momento potrà essere quello buono per riempire la casella al momento vuota. In attesa di capire quale tipo di scelta verrà fatta da Mancini e dalla proprietà, ecco i pro, i contro e le percentuali dei quattro profili che il Cesena sta valutando.
Cesena, Mancini firma e ha 4 tecnici da “pesare”
Ashley Cole
Rispetto a quanto accaduto a marzo, il tecnico inglese avrebbe due vantaggi da sfruttare: il tempo e la conoscenza dell’ambiente. Tre mesi fa Cole planò in Romagna all’improvviso, stavolta avrebbe a disposizione un’estate intera per lavorare e plasmare il gruppo. Dalla sua parte c’è una parte della proprietà, che lo ha fortemente voluto in primavera e che intende confermarlo (la famiglia Aiello) per non ammettere di avere straperso la scommessa fatta a marzo. Da non sottovalutare neppure l’altro aspetto di cui sopra: a marzo Cole non conosceva la B e Cesena, mentre oggi non si tufferebbe più nel vuoto. Il rovescio della medaglia è rappresentato dai pessimi risultati ottenuti nelle sue prime 8 partite da allenatore e dalla conseguente scarsa empatia con l’ambiente. La media-punti di Cole è stata disastrosa (0.75 a partita) e gran parte del popolo che abita e anima il Manuzzi lo ha fischiato nel giorno del triste congedo contro il Padova. Ripartire da un allenatore poco apprezzato dalla piazza sarebbe molto rischioso. Cole ha comunque il 35% di essere confermato come allenatore.
Daniele Galloppa
Giovane e bravo con i giovani. Ma anche moderno e reduce da un successo di grande prestigio come lo scudetto Primavera. L’ex centrocampista di Siena e Parma soddisferebbe gran parte dei requisiti ricercati ed è molto apprezzato dal direttore generale Di Taranto, con cui ha lavorato a Parma, quando Galloppa era calciatore. Dopo aver debuttato con i grandi nel 2018 a Santarcangelo (in Serie D), il 41enne romano doc ma cesenate d’adozione ha lavorato per una stagione a Pesaro e poi ha cominciato a farsi le ossa a Firenze, in uno dei settori giovanili migliori d’Italia. Sempre a Firenze, nell’ultima stagione, ha pure assaggiato l’aria dei “grandi” diventando allenatore della prima squadra in occasione della partita di Conference League contro il Mainz. Galloppa è pronto per una panchina senior (è corteggiatissimo dalla Carrarese) e Cesena potrebbe rappresentare il trampolino di lancio ideale, come accaduto con tanti allenatori del passato. Venendo alle controindicazioni, per il Cavalluccio si tratterebbe di un altro debuttante nel giro di pochi mesi, anche se la formazione e la gavetta da tecnico di Galloppa non sono paragonabili a quelle di Cole. Galloppa ha il 25% di diventare tecnico del Cesena.
Guido Pagliuca
La storia del 50enne tecnico di Cecina è ben diversa: Pagliuca ha cominciato ad allenare 20 anni fa in Serie D e, nel corso degli anni, ha mangiato la polvere dei campi di periferia, guadagnandosi due promozioni in Lega Pro con Borgo a Buggiano e Lucchese. La svolta è arrivata tre anni fa a Castellammare, dopo le parentesi di Lucca e Siena, dove ha lavorato in condizioni societarie assai difficili portando sempre la barca in porto. Con la Juve Stabia ha vinto la C nel 2024 e ha centrato i play-off nella stagione successiva in B: impresa che gli è valsa la chiamata dell’Empoli, dove l’avventura è durata appena 7 partite. Dal punto di vista caratteriale, è quello che si avvicina di più all’identikit che apprezza la gente di Cesena: carico, focoso, sempre acceso. Pagliuca sa incendiare la panchina ma proprio questo carattere può rivelarsi un boomerang dentro allo spogliatoio se le cose non dovessero andare bene (ha avuto problemi un po’ ovunque). Dei quattro, sarebbe l’unico a ripartire dalla difesa a tre utilizzata da Toscano e Mignani nelle ultime quattro stagioni. Pagliuca ha il 15% di diventare tecnico del Cesena.
Davide Possanzini
La storia recente dell’ex centravanti della Reggina ricorda quella di Pagliuca, di cui è perfino coetaneo. Anche il “Possa” ha vinto la C nel 2023-2024, dando spettacolo a Mantova, che ha poi salvato un anno fa in Serie B. L’ultima stagione è stata più complicata e proprio la sconfitta incassata a Cesena il 13 dicembre gli è costata la panchina. Pro: il Mantova dei giorni migliori giocava il miglior calcio della C e anche al piano superiore la proposta è stata soddisfacente nella prima stagione in Serie B. Contro: da allenatore integralista e amante della costruzione al basso, ha faticato a trovare un piano B e ha pagato con l’esonero. Possanzini ha il 25% di diventare tecnico del Cesena.
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